Pompei celebra i 60 anni della Lego: ecco i mattoncini degli Scavi

di Susy Malafronte

POMPEI - Parco Archeologico celebra il 60esimo compleanno della Lego. Boom di like per il direttore generale Massimo Osanna in «versione» mattoncino più amato al mondo da grandi e bambini. «Il 28 gennaio 1958 nascono i mattoncini più famosi del mondo, i Lego. Oggi celebriamo l’International Lego Day con questa stupefacente ricostruzione di Pompei realizzata dall'australiano Ryan 'The Brickman' McNaught, che ha usato più di 190mila mattoncini. E quest'anno anche il direttore generale Massimo Osanna è diventato una delle minifigure Lego!».

È bastato questo annuncio social, che lo staff-media del Parco Archeologico di Pompei ha postato sul profilo istituzionale di Facebook, per «scatenare» i like da tutto il mondo. E' dall'ottobre del 2017 che il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei è diventato a misura di Lego, entrando a far parte dei protagonisti della stupefacente ricostruzione di Pompei realizzata dall'australiano Ryan «The Brickman» McNaughtcon, per conto del 'Nicholson Museum'  di Sydney, con oltre 190mila mattoncini. «Ho ricevuto dal 'Nicholson Museum'  di Sydney una minifigura che mi ritrae e che verrà inserita nella loro ricostruzione in Lego di Pompei», «cinguettò» così lo scorso ottobre, carico di entusiamo, su Twitter il professor Osanna. 

La riproduzione Lego del direttore generale del Parco Archeologico lo raffigura con tanto di barba e con in mano un vaso antico rinvenuto nel corso di una campagna di scavo, da lui diretta tra le antiche vestigia pompeiane. Il fascino della città archeologica è destinata, dunque, a rimanere intatto anche in questa singolare ricostruzione. La città assemblata da «The Brickman» ci mostra una Pompei antica prima che il Vesuvio la cancellasse dalla faccia della terra, nel 79 dopo Cristo, com’era quando fu scoperta nel corso del XVIII secolo e come appare oggi agli occhi dei visitatori. La storia di una delle più belle città dell’Impero Romano ha, senza ombra di dubbio, stregato prima l’Italia e poi il mondo intero sin dal 1748, quando, per volere di Carlo III di Borbone, vennero alla luce le magiche domus.

Oltre alla «Pompei in Lego», la terra dei canguri ha dedicato alla «regina» dell'archeologia e alle altre città colpite dalla violenta eruzione del 79 dopo Cristo - Ercolano ed Oplontis - una mostra dal titolo: «Escape from Pompeii, the Untold Roman Rescue». La mostra, inaugurata il 22 settembre del 2017 e che chiuderà il prossimo 4 febbraio, è stata allestita sia al museo «Australian National Maritime» di Sidney che a Perth al «Western Australian Museum», registrando ingressi da record. I  visitatori d’oltreoceano hanno, così, la possibilità di conoscere ed approfondire la storia di una terra lontana che, a distanza di secoli, continua a far innamorare.
 
 
 
 
 
Domenica 28 Gennaio 2018, 12:28
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