Somma Vesuviana, l'Università Parthenope con il Comune per un progetto di Parco archeologico

Lunedì 2 Maggio 2022
Un momento del sopralluogo nella Villa romana di Somma Vesuviana

Una eccezionale testimonianza del dopo eruzione del 79 d.C., la Villa augustea di Somma Vesuviana (portata alla luce dal lavoro di ricerca e scavo del Suor Orsola Benincasa e dell'università di Tokyo) al centro di un progetto del Comune che coinvolge l'università Parthenope. 

«Gli ultimi ritrovamenti inseriscono la Villa Augustea di Somma Vesuviana in una dimensione più ampia, di livello internazionale.  L’obiettivo, al quale stiamo lavorando da mesi, è quello di dare vita ad una Fondazione che possa valorizzare e promuovere l’intero patrimonio culturale di Somma Vesuviana. Il Piano Urbanistico Comunale, che finalmente è arrivato dopo quasi 40 anni, andrà a valorizzare e a riqualificare l’area puntando ad un Parco Archeologico. Oggi è stato fondamentale il sopralluogo con l’Università Parthenope in quanto vogliamo creare una sinergia viva, sana per dare la possibilità a Somma Vesuviana di essere inserita in un circuito ampio. Lo possiamo fare attraverso l’Università come ad esempio anche il Suor Orsola Benincasa e soprattutto l’Università di Tokyo che hanno fatto davvero tanto per questo territorio. Ora la Villa Augustea deve aprirsi al Mondo e dobbiamo portarla nel Mondo», spiega Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana. 

«Oggi ho visto una realtà eccezionale. Siamo dinanzi ad un sito archeologico di grande valenza. Apprezzo molto l’attività che sta svolgendo l’Università di Tokyo in collaborazione con le istituzioni universitarie napoletane perché sta portando alla luce una villa veramente di grandissimo pregio che darà a Somma Vesuviana il giusto riconoscimento nazionale ed internazionale. Con il Comune di Somma Vesuviana andremo a collaborare in vari campi – ha dichiarato Stefano Aversa, professore di “Principi di Geotecnica” e “Geotecnica” alla  Facoltà di Ingegneria Civile ed Ambientale della Parthenope -  potremo cercare di collaborare anche con le altre realtà universitarie presenti sfruttando le nostre competenze ingegneristiche e quindi non dell’archeologia ma di un’ingegneria a supporto degli scavi archeologici. Inoltre c’è un interesse di scambio di attività, di collaborazione anche in ambito didattico e di ricerca sul territorio. Ringrazio il sindaco perché l’Università deve essere sempre più vicina al territorio. A Somma Vesuviana, ad esempio abbiamo visitato anche il Castello D’Alagno dove la nostra Università potrà valorizzare gli spazi andando anche a consolidare il rapporto con la popolazione studentesca delle medie e delle superiori».  

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Le strutture finora portate alla luce testimoniano di un ampio edificio romano, costruito nella prima età imperiale che continua a vivere fino al V secolo d.C., cambiando nel tempo carattere e funzione, fino all’eruzione vesuviana del 472 d.C. che lo seppellì per oltre la metà della sua altezza. Una immensa e ricca dimora con ampie strutture dedicate alla produzione agri-vinicola della fertile montagna di Somma che suggestione vuole sia stata la villa dell'imperatore Ottaviano Augusto che, come raccontano gli storici, morì vicino Nola, altra storica cittadina a una manciata di chilometri da Somma Vesuviana.

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