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Zuchtriegel: «Al Teatro Grande di Pompei storie di riscatto, spero di portare Mattarella ai ragazzi»

Domenica 22 Maggio 2022 di Susy Malafronte
Zuchtriegel: «Al Teatro Grande di Pompei storie di riscatto, spero di portare Mattarella ai ragazzi»

Debutteranno al Teatro Grande la sera di venerdì prossimo, lo stesso giorno in cui, poche ore prima, agli Scavi di Pompei arriverà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il presidente dell'Algeria Abdelmadjid Tebboune: gli studenti-attori protagonisti degli Uccelli di Aristofane, primo spettacolo mai prodotto dal Parco archeologico nell'ambito del progetto Il sogno di volare, sognano ora di avere le due personalità tra il pubblico. E ne hanno parlato al direttore Gabriel Zuchtriegel.

Direttore, è un sogno realizzabile?
«Sarebbe bellissimo per i ragazzi poter incontrare il presidente Mattarella, esibirsi davanti a lui ancora di più. Ma bisognerebbe far conciliare tutto con i tempi della visita. Sarebbe bellissimo se si fermasse per la sera ma sappiamo che un capo di Stato ha molte responsabilità e una agenda fitta di impegni. Forse è più concretizzabile un piano B, speriamo».

Quale sarebbe?
«Il presidente visiterà Pompei nel pomeriggio, mentre al Teatro Grande saranno in corso le prove. Ecco, speriamo proprio che passando da lì Mattarella e il suo ospite potranno fermarsi, scambiare qualche parola con i nostri ragazzi, magari assistere alle prove per qualche minuto. Sarebbe bello e importante, per noi, informare il Presidente del nostro progetto».

Un progetto che consente a questi ragazzi, in tutto 80, di realizzare il loro sogno di volare calcando le scene del Teatro Grande di Pompei, un luogo unico.
«Certo, il Parco ha realizzato questo sogno, però il titolo del progetto è venuto dopo. All'inizio l'idea era di realizzare qualcosa per il territorio, affinché potesse liberare le sue potenzialità. Sogno di volare nasce dal racconto che mi ha fatto Maria Rispoli, funzionaria del Parco e curatrice del progetto. Lei è di Castellammare di Stabia e quando aveva 17 anni è stata ostaggio per 18 lunghi minuti di rapinatori che avevano assaltato una banca. Due settimane dopo il mio arrivo a Pompei, un dipendente del Parco, Maurizio Cerrato, è stato brutalmente assassinato a Torre Annunziata in una lite scoppiata per un parcheggio. Ecco, il progetto nasce per dare opportunità e prospettive ai giovani che vivono questi territori, così difficili ma anche abitati da tante persone oneste. Attraverso l'esperienza del teatro questo gruppo di ragazzi ha avuto la possibilità di approcciarsi con un mondo lavorativo tutto nuovo, con figure professionali che potrebbero dar loro un futuro: regista, tecnico delle luci e dei suoni, attore, addetto alla promozione, e così via».

Ai ragazzi, provenienti dal liceo Pascal di Pompei e dal professionale Pantaleo di Torre del Greco, è stato chiesto di raccontare le città in cui vivono attraverso la rielaborazione del testo antico. Dopo 10 mesi, che impressione ne ha ricavato?
«Sono rimasto abbastanza colpito. Ho dei figli, ma più piccoli, ed è la prima volta che osservo il comportamento degli adolescenti. Il luogo comune secondo cui stanno sempre a chattare mi è venuto meno. Devo dire che, da un lato, vedo le stesse dinamiche della mia adolescenza, ma dall'altro loro sono molto più maturi perché hanno la consapevolezza che la vita non è semplice».

Dopo le tre serate di Pompei, dal 27 al 29 maggio, ci sarà una tournée?
«Si, per adesso a Ravenna e poi a Bologna. Giffoni, poi, racconterà questo straordinario viaggio attraverso un documentario. Il momento più bello della mia giornata è, a fine lavoro, andare a vedere le prove dei ragazzi. È bello essere testimoni e artefici del loro entusiasmo. È bello sapere che usciranno dal loro territorio, diventandone ambasciatori e potendo dire con orgoglio vengo da Pompei, da Castellammare, da Torre Annunziata, da Torre del Greco».

Immagina un seguito per il progetto?
«Mi auguro di sì, per altri ragazzi. Sto studiando il modo per trovare i fondi necessari».

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