Teatro San Carlo, vince la danza:​ si balla «Il lago dei cigni»

Lunedì 17 Giugno 2019 di Donatella Longobardi
Applausi lunghi e calorosi, sul palco il direttore d'orchestra Aleksej Baklan saluta il pubblico che riempie il teatro. Le tensioni della vigilia sembrano dietro l'angolo. E al San Carlo vince la danza, vince la musica eterna di Chajkovskij e il suo «Lago dei cigni» che incorona una nuova regina, l'Odette/Odile della napoletana Luisa Ieluzzi al debutto nel ruolo. Intorno a lei ventiquattro giovani ed esili «cigni» bianchi, le giovani colleghe gran parte precarie, del corpo di ballo che ha scioperato sabato sera lasciando a bocca asciutta un migliaio di persone, gran parte turisti di passaggio a Napoli, per sollecitare interventi sull'annosa questione legata al lavoro artistico a contratto, questione acuita dal cosiddetto decreto dignità che ha bloccato ogni possibilità di rinnovo di contratti a termine molto usati in teatro, nel balletto, in orchestra e nel coro. Questione che attende sempre un intervento governativo per far ripartire il settore.
 
«Ma ora bisogna guardare avanti, pensare al lavoro», taglia corto Giuseppe Picone che l'altra sera aveva affiancato la sovrintendente Rosanna Purchia salita sul palcoscenico all'ora dello spettacolo per annunciare al pubblico in sala che il balletto sarebbe saltato. «Ci sono ancora due repliche di questo Lago domani e mercoledì e sabato c'è la trasferta a Lacco Ameno con Pulcinella. I ragazzi sono stati bravissimi, non era facile andare in scena dopo le tensioni di sabato».

Una giornata particolare come non se ne vivevano al San Carlo da anni. Venerdì a tarda ora la proclamazione dell'agitazione, subito la richiesta di un incontro della direzione e la trattativa ad oltranza per evitare il blocco dell'attività. Quando nel primo pomeriggio tutto sembrava a posto, con tanto di firma di un accordo, parte dei danzatori ha manifestato perplessità. E la discussione è ripresa, dura, serrata, con i rappresentanti sindacali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Fials che avevano proclamato lo sciopero intenti a ricucire i rapporti con la base. Fino al punto di far saltare il balletto con l'orchestra pronta in buca e il pubblico in sala. Almeno il settanta per cento ha chiesto il rimborso del biglietto, l'altro trenta per cento ha accolto la possibilità di scegliere per un'altra data e assisterà allo spettacolo nelle prossime repliche. Tante le proteste, non solo in rete, di persone che avevano acquistato il biglietto da tempo, magari organizzato un weekend a Napoli con tanto di San Carlo e che hanno visto sfumare l'appuntamento.

«Certo, non è stato facile tornare a ballare dopo le proteste e lo sciopero, ma una volta sul palco mi sono sentita come trasportata sulle ali della musica e ho pensato solo a danzare, ero come in trance», racconta la Ieluzzi, ballerina cresciuta alla scuola del teatro con Anna Razzi e ora interprete di uno dei balletti più celebri e complessi del repertorio classico applaudita con affetto anche dietro le quinte dai colleghi che alla fine hanno voluto farsi una foto con lei per ricordare la serata e con un giovanissimo astro del balletto di Vienna, Jakob Feyferlik, bello e bravo nei panni di Siegfrid. «Avevo ricoperto già ruoli da prima ballerina, ma questo è il ruolo per eccellenza, quello che una ballerina sogna tutta la vita, un ruolo ancora più bello in questa versione di Nunez e ripresa da Patrizia Manieri perché ha un lieto fine che riscalda il cuore». © RIPRODUZIONE RISERVATA