Una Falsa primavera Al Blu di Prussia per i dieci anni di attività

di Cristina Cennamo

Al Blu di Prussia festeggia oggi dieci anni di attività culturale con la mostra «Falsa primavera» di Giovanni Frangi e prosegue, così, la stagione espositiva dello spazio multidisciplinare di Giuseppe Mannajuolo diretto da Mario Pellegrino.

Di ritorno a Napoli a tre anni dalla mostra «Lotteria farnese» al Mann Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove si era confrontato con gli ampi spazi della sala della Meridiana, Frangi ha scelto quindi stavolta la dimensione più intima di una galleria ed è approdato nello spazio di via Filangieri dove esporrà, a partire dalle 16 e fino al 22 giugno, un corpus di opere della sua più recente produzione composto da 11 tele olio su tela di grande formato e 5 carte pastello a olio e pigmento dal ciclo dedicato ai boschi e alle ninfee, accompagnato da un testo di Marta Cereda.

 Da tempo affascinato dal mondo naturale, motivo sul quale insiste e rinnova la propria ispirazione, Frangi guarda a rami, foglie e arbusti, ninfee e altri elementi tropicali che proiettano e immergono lo spettatore nella natura non per un desiderio di atmosfere agresti quanto un modo per indagare quella difficile relazione che esiste tra natura e città; stemperandone il conflitto sino a ipotizzare una riconciliazione attraverso una nuova ottica che prevede il superamento del conflitto stesso. Nella visione di Giovanni Frangi, i due ambienti non sono più antagonisti ma, in assenza di confini, l’uno diventa sviluppo, prosecuzione e proiezione dell’altro. 

 Giovanni Frangi (Milano 1959), inizia a dipingere prestissimo, si diploma all’Accademia di Brera; dopo varie collettive il 1983 è l’anno della sua prima personale a Torino, alla galleria La Bussola. A Milano esordisce nel 1986 con una personale alla galleria Bergamini da cui muove un’intensa carriere espositiva che nel 1989, con la mostra a Berna gli apre contesti internazionali dai quali non si è mai più discostato.
 
Mercoledì 7 Marzo 2018, 15:04
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