Napoli, torna lo scenario del Pallonetto Santa Lucia per il presepe vivente

Napoli, Pallonetto Santa Lucia: Uno scenario suggestivo per raccontare la storia della nascita di Cristo
di Eduardo Improta

È stato presentato questa mattina nella Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo dall’assessore Alessandra Clemente insieme al parroco della basilica di Santa Lucia a Mare, don Giuseppe Carmelo la VI edizione del suggestivo Presepe Vivente che si svolgerà domenica prossima, dalle ore 18.00,  nell’eccezionale location del Pallonetto di Santa Lucia. Si rinnova la tradizionale rappresentazione giunta alla sua sesta edizione: la magia del presepe vivente. L'evento è organizzato dalla comunità parrocchiale con il gruppo catechistico della basilica di Santa Lucia a Mare con il patrocinio del Comune di Napoli.
 


Sarà creato uno scenario suggestivo che rispecchia la location ideale per raccontare la storia della nascita di Cristo, a partire dall’Annunciazione e dal lungo viaggio di San Giuseppe e della Madonna verso Betlemme. Ma anche un modo per ricostruire la vita quotidiana di un tempo scandita dal lavoro e dal ritmo di antichi mestieri.
«Sarà una rappresentazione molto bella - dice il parroco don Giuseppe Carmelo - che ci fa splendidamente calare nella realtà di oltre 2000 anni fa quando Gesù nacque in una mangiatoia riscaldato dall’affetto di Maria e Giuseppe e dal bue e l’asinello».
 
 

Allestita per l’occasione a Palazzo San Giacomo una mostra fotografica, visitabile con ingresso libero fino all’11 gennaio 2019, di Giancarlo De Luca, autore del reportage fotografico “Ncòpp ‘o Pallonetto” dedicato al borgo del Pallonetto di Santa Lucia uno tra i più antichi ed originali di Napoli. Trenta scatti, in bianco e in nero, per raccontare le atmosfere partenopee più autentiche e le tracce profonde dell’umanità che ha dato vita alle commedie di De Filippo, Viviani, ai romanzi di Marotta e degli altri protagonisti della cultura napoletana.

Una denuncia quella fatta dall’artista fotoreport De Luca attraverso il proprio lavoro, ma anche tanta voglia di portare fuori dai limiti di un quartiere popolare, un sentimento che dovrebbe essere d’esempio in un’epoca di porte chiuse e muri alzati. Fra volti segnati e fieri e scorci poetici e decadenti, gli scatti istantanei del reportage traducono su pellicola l’amore di una città, il grande senso di accoglienza, l’apertura all’occhio curioso, la capacità di comunicare a chi ha voglia di sapere.
Venerdì 28 Dicembre 2018, 15:06 - Ultimo aggiornamento: 28-12-2018 15:34
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