Vesuvio, nasce il museo del parco nazionale: eruzioni, flora e biodiversità

Lunedì 7 Giugno 2021 di Francesca Mari
Vesuvio, nasce il museo del parco nazionale: eruzioni, flora e biodiversità

Un viaggio reale e virtuale attraverso il complesso vulcanico Somma-Vesuvio, nell'evoluzione geologica ma anche nello sviluppo della biodiversità, della flora e della fauna e del rapporto uomo-vulcano. Domani mattina il presidente della Regione Vincenzo De Luca presenzierà al taglio del nastro del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio, a Villa Regina a Boscoreale. Il Museo nasce da una sinergia tra l'Ente Parco, il comune di Boscoreale, l'Osservatorio Vesuviano e la Fondazione Cives, già gestore del Mav di Ercolano.

Il Museo si articola in cinque sale: una sul vulcano, che si incentra sull'evoluzione del Somma-Vesuvio con un plastico dell'edificio vulcanico che consente di conoscere le recenti eruzioni e l'impatto sull'ambiente; una sulla nascita e l'evoluzione del suolo vesuviano con descrizione dei processi di formazione e evoluzione; una sul suolo e la biodiversità con i principali esemplari di flora e fauna; una sul suolo antropizzato e le conseguenze negative di esso; l'ultima sala è dedicata all'interazione tra uomo e Vesuvio. «Aprire il Museo del Parco Nazionale è un risultato importantissimo - commenta il presidente Agostino Casillo - e in questo momento particolare è un segnale fortissimo per l'intero territorio vesuviano. Aggiungiamo un altro tassello fondamentale all'opera di rilancio della nostra area protetta avviata già da alcuni anni con il Grande Progetto Vesuvio». 

 

«È un intervento di straordinaria importanza - così Antonio Diplomatico, sindaco di Boscoreale - anche per tutti i ragazzi dei comuni del Parco che potranno, con mezzi modernissimi, scoprire la biodiversità del Parco attraverso un percorso espositivo che illustri le peculiarità del vulcano più famoso al mondo e il processo di antropizzazione. Un ulteriore tassello che punta a rilanciare il quartiere di Villa Regina, dove sorge l'Antiquarium e la villa romana sopravvissuta all'eruzione del 79 d.C.». Per Ciro Cacciola, direttore della fondazione Cives «si tratta di un impegno a servizio del territorio che intende rafforzare il lavoro che da anni stiamo facendo per la valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico e paesaggistico dell'area vesuviana. La gestione di cui ci faremo carico rappresenta un proseguo di questa strategia che si va rafforzando. Esprimiamo la nostra soddisfazione per il fatto che, dopo un lungo percorso, si sia giunti all'apertura del Museo». 

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