Vomero, la crisi dei cinema: «Addio all'Arcobaleno, ma per l'Acacia c'è ancora speranza»

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Emma Onorato
Cinema Arcobaleno

Il destino del cinema Arcobaleno sembra essere già segnato: sono in corso i lavori che presto lo trasformeranno in uno store cinese. Ma come si sarebbe potuto intervenire per evitare questo triste epilogo ed impedire la chiusura delle sue storiche sale cinematografiche? Gennaro Capodanno, presidente del comitato Valori collinari, sette anni fa aveva condotto una battaglia a lieto fine - insieme ai cittadini - contro la chiusura del cinema Arcobaleno. Ma stavolta il finale lascia un certo amaro in bocca, a causa di una evidente immobilità nell'attuare valide iniziative : «Un primo aspetto poteva essere di carattere giuridico-amministrativo - commenta Gennaro Capodanno - ovvero con un intervento da parte della Sovrintendenza che può imporre il vincolo di destinazione d'uso per i locali storici che hanno registrato un'attività ultracinquantennale».  

Naturalmente la crisi del settore cinematografico è stata aggravata dall'avvento della pandemia, ma Capodanno ricorda che in altre città d'Italia, come Bologna e Firenze, sono state approvate specifiche norme salva-cinema che hanno permesso la sopravvivenza di alcune storiche sale cinematografiche: «In questo caso le amministrazioni comunali hanno messo in campo una serie di iniziative e convenzioni che hanno teso a salvaguardare alcuni cinema storici presenti in queste bellissime cittadine».

Video

Il Vomero un tempo vantava il primato di contare numerose strutture cinematografiche come l'Ideal, l'Ariston, il Colibrì, il Bernini e l'Abadir. Cinema trasformati in altre attività, perlopiù commerciali, che hanno del tutto trasformato la realtà del quartiere collinare. Ma se per l'Arcobaleno il dado è tratto, c'è invece ancora un margine di speranza per il futuro del cinema Acacia e Capodanno lancia un appello: «Io propongo alla nuova amministrazione comunale, e al sindaco Manfredi, di mettere in campo iniziative analoghe a quelle che si sono già registrate in altre città italiane, al fine di salvaguardare queste attività che rappresentano non solo luoghi di aggregazione e cultura, ma anche d'incontro e socializzazione, soprattutto per i giovani», conclude.  

Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 07:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA