Napoli | «Pista ciclabile pericolosa e incompleta», i pm chiedono il processo per tre dirigenti del Comune: truffa e frode

di Leandro Del Gaudio







Dovranno difendersi da una sfilza di accuse, per aver dato il via libera a una delle opere urbane più discusse negli ultimi anni: la pista ciclabile. O meglio: la famigerata pista ciclabile, a giudicare dalla ridda di voci - tra sostenitori e contrari - provocata da quel tratto di strada riservato agli amanti delle due ruote in città.



Pochi giorni fa - ormai la notizia è ufficiale - la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di tre dirigenti del Comune e del titolare della ditta che ha creato la pista, sulla scorta di un doppio ragionamento: così com'è, l'opera non va bene. Anzi: «È pericolosa per loro (quelli in sella con caschi e completini da Pantani); per i pedoni (spesso disorientati dallo sfrecciare delle biciclette); e per gli autisti di mezzi a motore (costretti a districarsi in zone promiscue, cioé ibride, tra appassionati delle due ruote, auto e scooter); la pista ciclabile, così com'è non rispetta il progetto iniziale, tanto da rappresentare un'opera incompleta - dicono gli inquirenti -, un fatto irrealizzato. Detto con le parole dei pm, si ipotizzano i reati di omesso collocamento di segnali, di attentato alla sicurezza dei trasporti, falsità ideologica, ma anche di frode in pubbliche forniture e truffa. Accuse per le quali, a vario titolo, la Procura chiede il processo a carico di Vincenzo Fusco, direttore dei lavori legati al progetto mobilità ciclistica dell'assessorato Ambiente; di Simona Fontana, funzionario comunale e collaudatore del progetto; di Luigi Ugramin, dirigente del servizio parchi del comune di Napoli; e a carico dell'imprenditore Umberto Ianniello, della Ianniello costruzioni, che ha realizzato i lavori del perimetro finito sotto i riflettori.



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Mercoledì 24 Settembre 2014, 08:35 - Ultimo aggiornamento: 24-09-2014 08:43
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5 di 31 commenti presenti
2014-09-24 19:56:00
pistaaaaaaaaaa!!!!!! x imma ,1 non e che non piace pedalare ,2 a moltissimi napoletani piace la bici????????????,domenica mattina corso umberto 1 una marea di ciclisti 7/8 per poco non mi investiva fortuna che cera la pista ciclabile??????,,3per l'ossigeno a napoli bisogna attrezzarsi con le bombole ,,un consiglio non quello di pensare prima di scrivere ,ma a volte dei colori cosi violenti (arancione)possono abbagliare la vista saluti da napoli.
2014-09-24 19:31:00
x tekken ha mai avuto modo di vedere come sono fatte le piste ciclabili nel mondo,certamente non sono pericolose come quella di Giggino!
2014-09-24 18:44:00
gigggino.... sig giggino.... ma dai dai scendi per napoli,napoli la citta di cui sei il sindaco...nella maddalena ,zona ferrovia, quando gli operai fecero il bel disegno della bici ,dovettero chiedere il permesso alle baracche ,bancarelle autorizate all'abusivismo per stampare la bella bici sulla bella strada .... "dovete fare presto ,fu deciso dagli utenti della zona ,, perche dobbiamo subito rimettere la barracca e bancarella ..... hihihihi.... che bella zona turistica ,,,,, giggino ma fai tu un bel giro in bici...... ciaoooooooo....
2014-09-24 18:28:00
ricordate che chi si contenta gode!!! Eterni insoddisfatti che criticano per il gusto di criticare e non pensano!!! io dico che è meglio avere uno schifo di pista ciclabile (da migliorare) con ZTL che rende il tutto ancora più ecologico rispetto a prima.... quando si rischiava seriamente l'osso del collo senza una minima consapevolezza di spazio per ciclisti! Se il progetto iniziale prevedeva un lavoro diverso da quello fatto ad oggi è giusto che i responsabili paghino le conseguenze ma MAI dire che sarebbe stato meglio senza pista ciclabile, sarebbe una vera eresia di inciviltà. per una volta accontentatevi e godete come dice il celebre motto!!!!
2014-09-24 18:14:00
L'importo complessivo dell'appalto per la realizzazione della pista ciclabile è pari a 1.154.630 euro. Il progetto fu fortemente voluto dall'assessorato comunale all'ambiente, affiancato nella parte progettuale dal gruppo Restart, che prevedeva un finanziamento in parte della Regione Campania con fondi europei e in parte grazie a risorse dell'amministrazione comunale (nel 2010, fu scongiurato il blocco da parte della Regione, dei fondi stanziati per il progetto causa sforamento del Patto di stabilità). Praticamente quelli erano soldi provenienti da fondi europei che, se non venivano spesi, sarebbero tornati indietro. Ovviamente bisogna che i colpevoli di questo scempio paghino per i loro errori e che la Corte dei Conti faccia chiarezza.

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