Acqua, azienda in crisi: il Comune di Napoli non paga servizi per 60 milioni

Martedì 10 Settembre 2019 di Luigi Roano
Il rischio è quello che possa finire in un vortice come quello in cui è precipitata NapoliServizi dove l'azionista unico Comune sempre con maggiori difficoltà riesce a garantire alla multiutility il necessario per vivere. Ecco, Abc Acqua pubblica - retta dal commissario Sergio D'angelo - è su quella strada e ha più o meno un conto aperto con l'azionista unico Comune di 60 milioni. Metà dei quali rischiano di trasformarsi in contenzioso con Palazzo San Giacomo. Con l'aggravante che l'ex Arin è un'azienda speciale e il bilancio deve passare per il Consiglio comunale dove potrebbe essere oggetto di guerriglia politica tale da metterla in ginocchio.
 
Nel palazzone di Ponticelli dove ha sede Abc, un termine su tutti fa capire qual è l'umore di manager e dipendenti: «Sciatteria, ci troviamo in queste condizioni per sciatteria istituzionale» raccontano. Tecnicamente c'è un disallineamento dei conti per circa 60 milioni. Vale a dire, fuori dai tecnicismi, che mancano nelle casse nell'azienda che gestisce l'acqua - fiore all'occhiello dell'amministrazione arancione perché prima e unica in Italia a gestire l'oro blu in maniera interamente pubblica - tutti quei milioni per prestazioni fornite all'azionista che quest'ultimo non ha pagato. Prudentemente è stato costituito un fondo rischi dove metà di questa somma potrebbe coprire quelle che sono perdite, dunque debiti fuori bilancio. Ma ne avanzano ancora tanti di soldi. In queste settimane la cifra che gira è di 25 milioni, frutto di convenzioni con il Comune che sono state riallineate ma non basta ancora. Ad Abc non è stata riconosciuta la manutenzione delle fontanine pubbliche e infatti sono quasi tutte in disarmo, le bollette per l'innaffiamento del verde, non le sono state riconosciute le manutenzioni dei beverini, nemmeno le bollette e la manutenzione per le bocchette dei vigili del fuoco per non parlare del servizio fognature in carico ad Abc da qualche mese. Così come l'aggio sulla riscossione delle bollette dell'acqua che è in tutte le case. Cosa c'entra la «sciatteria istituzionale»? Semplicemente che queste convenzioni non sono state considerate all'atto della stesura dei bilanci del Comune generando confusione nei conti. Il risultato è che Abc ha adottato bilanci dal 2014 al 2016 e dovrebbe fare lo stesso per quelli del 2017 e del 2018 se si risolvono queste problematiche. E bisogna fare presto altrimenti l'azienda potrebbe avere una crisi finanziaria. Di qui la malcelata intenzione di ricorrere anche al contenzioso giudiziario con il Comune se non ci si siede subito a un tavolo per trovare una soluzione nella prossima sessione di bilancio.

In tema di debiti il Comune ha costituito formalmente una commissione, appunto l'audit presieduta dal professor Paolo Maddalena, presidente emerito della Corte Costituzionale, fondatore e presidente dell'Associazione di promozione sociale Attuare la Costituzione. Il debito cosiddetto storico del Comune ammonta a 1,7 miliardi, Palazzo San Giacomo con la commissione presieduta vuole dimostrare come alcune fattispecie non devono essere pagate perché non «contratte dalla città» ma dallo Stato con riferimento ai commissariamenti degli ultimi 30 anni a iniziare da quello per i rifiuti passando per i debiti accumulati grazie alla cosiddetta finanza creativa. A oggi quelli messi a bilancio 2018 ammontano a più di 300 milioni così distribuiti: in primis quelli messi al bilancio dovuti ai commissariamenti 155 milioni. Ed è solo un pezzo di quell'eredità del passato che in Audit stanno solo iniziando a esplorare. Inoltre il Comune ha allo stato anche 2 strumenti finanziari derivati con le seguenti banche: Ubs con scadenza 31 dicembre 2025 e fair value di oltre 20 milioni e con Intesa San Paolo e Deutsche Bank con scadenza 31 dicembre 2035 con un fair value di oltre 137 milioni. Palazzo San Giacomo non intende pagare questi debiti né sacrificare il patrimonio, Maddalena al riguardo è molto chiaro: «La categoria dei beni comuni è diventata centrale, sono beni appartenenti alla collettività». © RIPRODUZIONE RISERVATA