Aeroporto Napoli Capodichino, scontro Gesac-Comune su caos e numero di voli: Armato fa retromarcia

Venerdì 20 Maggio 2022 di Gianni Molinari
Aeroporto Napoli Capodichino, scontro Gesac-Comune su caos e numero di voli: Armato fa retromarcia

L'attacco al Comune di Napoli è durissimo nella forma e nella sostanza. Gesac, la società che gestisce l'aeroporto di Capodichino, dopo aver atteso per tre giorni un segno da Palazzo San Giacomo sulle affermazioni fatte in consiglio comunale dall'assessore all'ambiente, Paolo Mancuso, e da alcuni consiglieri di maggioranza con posizioni apertamente critiche sulla vita stessa dello scalo, in una lunga nota non solo replica nel merito punto per punto ma traccia il quadro all'interno del quale si svilupperanno i rapporti tra aeroporto e amministrazione cittadina.

Una situazione da allarme rosso, toni mai registrati finora e che riporta alla mente solo il caso della variante al piano regolatore che prevedeva un parco al posto dello scalo, variante proposta all'indomani del pagamento da parte della Baa, la società inglese che rilevò le quote di maggioranza.

Passano quattro ore e dall'ufficio stampa di Palazzo San Giacomo arriva la nota dell'assessore al turismo, Teresa Armato, che - usando una metafora propria al settore - scarica un'intera flotta di Canadair di acqua: «Siamo consapevoli del meritevole impegno di Gesac per la città, ne apprezziamo il lavoro e consideriamo l'aeroporto di Capodichino una risorsa importantissima». Ed ancora: «Con la società che gestisce lo scalo aeroportuale si registra una forte sinergia per la realizzazione del progetto di sviluppo strategico che la città vuole portare avanti nel settore del turismo. È quindi da sostenere con convinzione l'impegno di Gesac volto a migliorare la qualità del servizio e a far si che l'aeroporto di Napoli diventi ancora più efficiente e accogliente».

Del resto è chiaro a tutti che aprire uno scontro con la Gesac che dopo due anni di crisi devastante ha rimesso in piedi in tempi record un network di 108 destinazioni e sta riportando in città migliaia di turisti (addirittuta ad aprile ci sono stati più passeggeri di aprile 2019!), soprattutto stranieri che hanno riattivato l'economia del turismo, è follia pura. Un danno enorme per la città. E dunque arriva lo stop e la netta presa di distanza.

Anche perché a palazzo San Giacomo - trapela - più che dell'aeroporto sono preoccupati della questione rifiuti: Napoli è sporca con problemi seri sullo spazzamento che pure è una delle principali mission dell'assessore all'ambiente Mancuso, anche il presidente provinciale del Pd, partito che ha voluto fortemente quell'assessorato. Peraltro poco più un paio di settimane fa la maggioranza, in uno dei primi incontri fatti con il sindaco per fare il punto sull'avanzamento del programma, lo mise nel mirino. Il famoso cambio di passo sui rifiuti non si è ancora visto.

La nota della Armato rasserena i rapporti con Gesac, un passo fondamentale anche perché F2i, il fondo di investimenti in infrastrutture che controlla la società, dopo avere acquisito il controllo della rete del gas in città (in passato della NapoletanaGas) impegnandosi con cospicui investimenti, ha più volte manifestato - proprio attraverso l'amministratore delegato della Gesac, Roberto Barbieri - la disponibilità a creare un fondo per finanziare investimenti strategici in città.

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Se le parole dell'Armato mettono le basi per chiudere la polemica, vero è pure che nella sua nota Gesac puntualizza tutti i temi sollevati in consiglio comunale, partendo dalla previsione fasulla di 30 milioni di passeggeri, cioè quasi tre volte la capacità attuale e praticamente tecnicamente impossibile con la configurazione delle piste dello scalo. Peraltro ignorando che proprio per la saturata capacità dell oscalo napoletano, la Gesac sta realizzando il secondo scalo a Salerno.

Ma è sulla questione ambientale che la replica a Mancuso e ai consiglieri è ancora più puntuale. Gesac ricorda di essere stata la prima società di gestione in Italia ad attivare, sin dal 2005, un sistema di controllo e sanzionamento delle compagnie aeree non rispettose delle rotte di sorvolo della città (oggi oltre il 99% dei voli rispetta le rotte). Ha incentivato le compagnie con aerei più giovani e quindi con motori meno rumorosi ed emissioni più basse: a Napoli atterrano aerei con un'età media di poco più di sei anni, mentre il 50% circa dei veicoli circolanti in città autobus inclusi - ha più di 18 anni, e solo il 15% circa delle auto ha meno di 5 anni. 

 

Riguardo al rumore, Gesac ricorda che una nuova procedura di volo basata sulla guida satellitare e che rende possibile minimizzare gli impatti acustici (30% in meno della popolazione esposta) e quelli di emissione di gas climalteranti (11mila tonnellate/anno in meno di CO2), dall'agosto del 2021 attende il via libera della Commissione sul Rumore Aeroportuale presieduta, tra l'altro, anche dallo stesso Comune di Napoli. Così come dal 2018, l'aeroporto di Napoli ha il livello 3+ Neutrality, che attesta la neutralità per le emissioni di CO2.

Polemica rientrata? Il segnale atteso da Gesac, sia pure dopo il comunicato della società, è arrivato chiaro. E non solo alla Gesac. 

Ultimo aggiornamento: 20:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA