Afragola al ballottaggio, strali e querele tra candidati: accuse di camorra e voto di scambio

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Marco Di Caterino
Afragola al ballottaggio, strali e querele tra candidati: accuse di camorra e voto di scambio

Un ballottaggio al calor bianco. A cinque giorni dal ritorno alle urne che stabilirà chi sarà il nuovo sindaco tra Antonio Pannone (centrodestra con Fratelli d'Italia) e Gennaro Giustino (coalizione di centro con Forza Italia), ad Afragola si scatena un putiferio, che avrà anche un seguito giudiziario, per un manifestodenuncia, a firma Giustino sindaco su presunti rischi di infiltrazione della camorra in Municipio nel caso di vittoria di Pannone. Una risposta al candidato che pochi giorni fa aveva fatto affiggere un suo manifesto con lo slogan Con Pannone sindaco, la camorra fuori dal comune. E la tensione, già alta sin dal primo giorno di una durissima campagna elettorale per il primo turno, che ha visto la sconfitta del centrosinistra con Antonio Iazzetta candidato sindaco, è schizzata oltre i livelli di guardia. Tant'è che Pannone ieri pomeriggio si è recato in commissariato dove ha avuto un lungo colloquio con il dirigente, il vicequestore Gianvito Zazo, prima di recarsi presso lo studio del suo legale di fiducia per valutare ogni azione di carattere giudiziario, noè esclusa una querela per diffamazione, in risposta a quanto contenuto nel manifesto incriminato. Che così recita: Unico candidato condannato per reati di camorra nelle liste di Pannone: poi nel secondo rigo: Due arrestati davanti ai seggi con in tasca soldi e fac-simili di Pannone. E ancora l'affondo con il terzo rigo: Parenti di camorristi davanti ai seggi a sostegno di Pannone. Un altro carico da cento nel rigo successivo: Pentiti di camorra che richiamano il centrodestra afragolese quando parlano di scambio di voti politicomafiosi, seguito infine dall'ultima sciabolata con Vincenzo Nespoli padrino di Pannone, definito (Nespoli ndr) dalla procura un soggetto di notevole spessore criminale.

L'ex senatore Vincenzo Nespoli, da dodici anni sotto processo per vicende che nulla hanno a che vedere con la politica, è notoriamente punto di riferimento dell'elettorato di destra ad Afragola: insieme allo stesso Antonio Pannone e alla deputata afragolese Pina Castiello, ora nelle fila della Lega, ha organizzato la campagna elettorale sovraintendendo alla formazione delle liste, dalle quali - sottolinea - sono stati esclusi quei candidati dal profilo morale a rischio. «In quel manifesto ci sono farneticazioni deliranti, dettate da chi si sente la sconfitta elettorale sulle spalle», commenta Nespoli: «Non ho mai nascosto - aggiunge - e nemmeno sbandierato da vittima i miei problemi giudiziari, che sono nati per errori nella mia vita privata. La mia storia politica la potete passare ai raggi x, e non troverete nulla. Qui tutti parlano a sproposito di lotta alla camorra. Solo chiacchiere. Ho testimoniato ai processi contro il clan Moccia e ho avuto la coscienza civica di fare nomi e raccontare fatti precisi, mentre altri si sono nascosti dietro tanti non ricordo. Come esponente politico attivo ho fatto un passo di lato, ma ciò non mi impedisce di fare politica aiutando una persona perbene, quale è Pannone. Noi le liste le abbiamo composte già quattro mesi prima delle elezioni, verificando tutti i candidati», conclude Nespoli, ribadendo che «in caso di elezione di Giustino, che annovera tra i suoi candidati da mille voti il consuocero di Angelo Moccia, tempo un mese e avremo di nuovo la commissione d'accesso». 

Stessa foga politica e determinazione, e nemmeno un millimetro indietro traspaiono dalle parole di Gennaro Giustino: «Ribadisco la bontà e la veridicità - taglia corto - di tutto quello che ho denunciato con il manifesto. Sotto c'è la mia firma, perché io ci metto sempre la faccia. Per settimane siamo stati sotto attacco per la questione morale di alcuni candidati nelle liste che mi appoggiano. Ribadisco, come ho già detto e ripetuto mille volte, il marcio sta nello schieramento di Pannone, mentre i miei candidati sono più che puliti ed in regola con le leggi elettorali». Anche se sotto attacco, Antonio Pannone non abbandona i toni calmi, che lo contraddistinguono da sempre: «Siamo stati sempre in silenzio, abbiamo sempre pensato che la cosa più importante fosse il futuro della nostra amata Afragola e pertanto abbiamo concentrato le nostre forze sull'illustrazione dei programmi e sulle nostre visioni di città. Il manifesto affisso da Gennaro Giustino per le strade di Afragola - continua - è la dimostrazione plastica che il farneticante candidato del centro con Forza Italia è giunto mestamente alla frutta. Non ha nulla da offrire alla nostra comunità e non ha la benché minima idea di come amministrare la nostra Afragola né di come si possano redigere le linee programmatiche per il futuro amministrativo della città. È per questo che mi sento obbligato, in merito ai manifesti affissi, a dare mandato ai miei legali affinché i soggetti responsabili, laddove ne sussistano le condizioni, vengano puniti con pene esemplari». 

Ultimo aggiornamento: 15:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA