Alleanza Pd-5Stelle in Campania,
riparte pressing dopo no a De Luca

Martedì 15 Ottobre 2019 di Adolfo Pappalardo
L'abbraccio sempre più stretto tra M5s e Pd potrebbe rivelarsi mortale per il governatore De Luca. Con il passare delle ore il flirt tra Pd e M5s per le regionali inizia a diventare una liaison. Con Beppe Grillo che apre e Nicola Zingaretti che incassa e ringrazia. E, ieri, in un giorno solo dalla Campania arriva un generale apprezzamento all'alleanza che, però, è anche un accerchiamento al governatore uscente. Perché è noto come sul nome dell'ex sindaco di Salerno non ci sia convergenza. Anzi. E il suo nome chiude a qualsaisi ipotesi di alleanza.

 
LO SCENARIO
A chiudere sul nome di DeLuca ma aprendo a schemi più larghi sono i grillini e il sindaco di Napoli. E se i primi l'hanno ribadito alla loro festa questo fine settimana per bocca di Luigi Di Maio («Neanche per sogno con De Luca»), il secondo torna sull'argomento regionali dopo diverse settimane. «De Luca rappresenta il passato deleterio di questa Regione. E se fossi un militante del Pd - attacca la capogruppo in Consiglio regionale Valeria Ciarambino - mi offenderei se venissi rappresentato, in Campania, da De Luca». Nella mischia si butta anche il sindaco di Napoli. Come se avesse fiutato l'aria che tira. E dopo aver abbandonato i progetti elettorali a medio termine, ieri ci si ributta a capofitto. «Al di là delle alleanze Pd-M5s si può provare a creare una coalizione civica regionale larga che mette insieme esperienze di movimento, di governo di territorio dal basso, di chi vuole essere alternativo all'estremismo di Salvini e al continuismo di De Luca», attacca Luigi de Magistris che si lancia in un auto assist: «In Campania senza di noi si perde. Se si mette in campo una candidatura forte, noi ci siamo se invece c'è qualcosa di vecchio e asfittico noi non ci siamo, ci candidiamo da soli, faremo una lista forte, turno unico, corpo a corpo sono le elezioni che ci piacciono di più».
Il PD
I problemi per De Luca, però, arrivano dal suo partito dove è noto come il suo nome da candidato presidente e quello di un'alleanza rappresentano due strade inconciliabili. «Sono assolutamente persuaso della linea del partito nazionale di ricercare ogni possibile intesa, anche a livello regionale, con il Movimento 5 Stelle e, in Campania, per quanto mi riguarda, anche con de Magistris e il gruppo dema. Dobbiamo dar vita ad un centrosinistra ampio, allargato e inclusivo», ragiona il parlamentare democrat Umberto del Basso de Caro aprendo, in un colpo solo, a grillini e all'«odiato» de Magistris. E non è un caso lo schema del politico sannita illustrato durante la presentazione della lista civica per le regionali «Cittadino Sud»: lui e il governatore non si sono mai amati. Diverso è il discorso per il segretario Pd Nicola Zingaretti che continua a perseguire il disegno di un'alleanza. «A me fa piacere che Beppe Grillo dica di andare avanti sulle alleanze, ed è giusto, io ho sempre parlato della necessità di aprire un processo, di non far scontrare le differenze, ma ricercare nel merito dei punti di incontro», spiega il segretario nazionale democrat parlando in generale e ben sapendo che per ora il candidato ufficiale del suo partito in Campania rimane De Luca. Perché, sia chiaro, se qualcuno vuole usare l'alleanza con i grillini per scalzare De Luca dalla sua naturale ricandidatura, c'è anche chi nel Pd campano non è d'accordo. «Sono stata fra le prime tanti mesi fa a sostenere l'alleanza fra il Pd ed il Movimento cinque stelle. Ora sia Zingaretti che Franceschini ed altri leader del Pd spingono per allargare l'intesa anche alle Regioni. Bene. Penso sia necessario elaborare e spiegare ai cittadini, agli elettori le ragioni che ci tengono insieme e che potrebbero trasformare l'alleanza cosiddetta giallorossa in un rivisitato nuovo contemporaneo centrosinistra» è la proposta di Teresa Armato che guida le truppe di Franceschini in Campania. Ma l'ex senatrice precisa una cosa: che si parta dalla ricandidatura di De Luca.
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