LUIGI DE MAGISTRIS

Napoli, i dubbi del Consiglio sul bilancio: «Ora basta trucchi contabili»

Giovedì 2 Luglio 2020 di Luigi Roano

Il sindaco Luigi de Magistris cerca di dare coraggio ai suoi: «Abbiamo evitato il dissesto fino a oggi e lo faremo anche questa volta» racconta. Tuttavia «questa volta» - come dice l’ex pm - i dubbi arrivano dal Consiglio comunale. Gli eletti del popolo sono chiamati ad approvare un documento che certifica un debito di 2,7 miliardi che la città dovrà pagare per i prossimi 30 anni condannando almeno 5 generazioni di napoletani a vivere con questa tagliola dei conti in disordine. E dai consiglieri comunali - anche da quelli di maggioranza - filtrano dubbi e paure, perché alla fine potrebbero essere loro a dovere dare spiegazioni alla magistratura contabile. A questo si aggiunga che de Magistris numericamente non ha una maggioranza politica e questa volta sarà difficile trovare qualcuno che faccia da stampella agli arancioni. Anche da Cgil, Uil e Csa arrivano bordate contro il Comune per il taglio dei fondi per le assunzioni. 

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Gli unici che effettivamente promettono fedeltà a de Magistris sono quelli del gruppo demA di diretta emanazione dell’ex pm. Al riguardo il capogruppo Rosario Andreozzi è esplicito: «Questo bilancio non è diverso dagli altri. Per noi il bilancio non è mai stato un momento semplice, il gruppo demA sarà vicino al sindaco come sempre e voteremo il documento». Mario Coppeto di Sinistra in Comune è molto più cauto: «Non ci siamo ancora riuniti come gruppo per discutere del rendiconto - racconta - aspettiamo anche il parere dei Revisori dei conti. Vogliamo leggere bene il consuntivo e capire se ci rimanda a una situazione di inagibilità tenendo presente che si tratta della fotografia del 2019». Per Coppeto si «evidenzia l’incapacità della riscossione come ai tempi di Bassolino e Iervolino. E la mancata vendita del patrimonio così come il definanziamento dell’ente locale da parte dello Stato, ma questo non assolve de Magistris». Per il capogruppo della Sinistra c’è anche un problema politico. «C’è stato un impoverimento di connessione politica con la città e un distacco istituzionale con la Regione dovuto non solo al sindaco. E bisogna prendere atto con onestà che questa amministrazione con un disavanzo di 2,7 miliardo ha triplicato il debito lasciato dalla Iervolino».

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Dal M5S arriva il commento di Matteo Brambilla: «Noi abbiamo sempre sostenuto che il sindaco non andava sfiduciato ma mandato a casa sul bilancio e questo scenario si sta verificando. De Magustris questa volta non ce la farà. Il rendiconto è la certificazione del fallimento della coppia sindaco-Attilio Auricchio e delle loro strategie». Il pentastellato Brambilla aggiunge: «Sul taglio della spesa al personale de Magistris sta facendo un gioco politico perché con quota 100 in molti sono andati in pensione e ci sono stati tanti risparmi. Noi abbiamo fatto 15 esposti alla Corte dei Conti per fare luce sui bilanci del Comune e siamo convinti che su molti avremo ragione. Detto questo in Consiglio comunale da noi la maggioranza non avrà nessun sostegno». È la volta di Aniello Esposito, capogruppo del Pd: «Noi non abbiamo mai sostenuto o aiutato de Magistris, è una esperienza finita quella del sindaco e ne deve prendere atto. È completamente isolato».

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Stanislao Lanzotti, capogruppo di Fi, è molto duro: «Non credevamo che qualcuno potesse fare peggio del sindacoIervolino. Forza Italia contesterà tutte le anomalie di bilancio che si sono accumulate fino a 2,7 miliardi di debito durante questi nove anni di governo . Al momento del voto finale usciremo dall’Aula per non assumerci alcuna responsabilità, un domani, davanti alla Corte dei Conti. Restare in Aula, pur votando contro, potrebbe non bastare visto che con la presenza si garantisce comunque il numero legale». Lanzotti conclude così il suo pensiero: «Avevamo offerto al sindaco collaborazione attraverso proposte nell’interesse dei cittadini ma ogni tentativo di spassionata collaborazione risulta sprecato. Con rammarico auspichiamo un pronto scioglimento dell’assise».
 


Dure critiche arrivano dalla Cgil: «Siamo stati soli in questi anni a criticare le scelte di questa amministrazione in materia di personale - dicono Danilo Criscuolo e Salvatore Tinti - siamo sinceramente e seriamente preoccupati per l’avvenire dei lavoratori comunali, chiediamo subito un incontro con il Comune». Da Csa e Uil stessa riflessione: «Un rendiconto da far accapponare la pelle, dichiariamo lo stato di agitazione in attesa di comprendere l’esito finale e le conseguenze su occupazione e funzionalità dei servizi». 
 

Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 19:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA