Patto per Napoli, tutte le cifre: dagli aumenti Irpef ai crediti non riscossi

Patto per Napoli, tutte le cifre: dagli aumenti Irpef ai crediti non riscossi
Lunedì 21 Febbraio 2022, 12:26 - Ultimo agg. 22 Febbraio, 08:07
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L'aumento dell'addizionale Irpef, una nuova tassa sugli imbarchi, due miliardi di crediti non riscossi e il tesoretto degli immobili da vendere. Sono le principali voci indicate nella relazione che l'assessore al Bilancio, Pierpaolo Baretta, oggi presenta in Consiglio comunale. «È il momento di dare concretezza alla volontà di ripartire, riorganizzare e rilanciare Napoli», sostiene, argomentando le scelte anti-dissesto del patto con il governo, illustrando esempi concreti e lasciando qualche incognita, come la questione dei creditori di vecchia data e la riorganizzazione delle partecipate. Ecco tutte le cifre nel documento. 

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Il riparto

Attribuisce a Napoli 1 miliardo 231 milioni 549 mila e 600,77 euro, cifra sostanzialmente coincide con la previsione dell'amministrazione. La ripartizione del contributo è in 21 anni, al governo è chiesto l’impegno di versare la quota annuale assegnata entro il 31 marzo, ogni 12 mesi. Ovviamente, non può bastare.

Le nuove entrate

Ammonta a 307.887.400,19 euro la somma che Palazzo San Giacomo vuole recuperare a fronte del contributo statale. In più, prevede maggiori entrate per 803.899.978,84 euro nel periodo considerato (2022/2042). Di queste, 496.012,578,65 euro in più dovute al calcolo di quanto è assegnato all'ente dalla legge di bilancio; mentre stima un incremento complessivo di 228 milioni in relazione alle altre voci come Imu, puntano a un piano di allargamento della platea di contribuenti da definirere con il nuovo gestore della riscossione, una volta aggiudicata la gara e con risultati  realisticamente non prima del 2026/2027.

I crediti non riscossi

Equitalia è chiamata invece a recupero dalla "consegna anticipata dei ruoli". In soldoni vuol dire 20 milioni complessivi fino al 2028, quando è previsto che vada a regime la nuova riscossione. «Il Comune di Napoli vanta oltre 800 milioni di crediti verso i cittadini per multe non pagate e oltre 700 milioni di euro di Tari non riscossa. Sono circa 2 i miliardi complessivi di crediti e credo che sia un dato per difetto».

Il patrimonio

È l’altro grande capitolo di intervento strutturale. Con Invimit, per la formazione del fondo Napoli, si sta definendo un primo blocco di immobili da assegnare, esclusi gli immobili popolari Erp. Le entrate da alienazione e valorizzazione dei beni sono indicate in 73 milioni, compresa la riduzione dei fitti passivi; mentre la cessione della rete del gas vale circa 26 milioni una tantum. Resta da soppesare altre voci quali la riduzione delle spese, la riorganizzazione dei servizi; mentre l'ente calcola di incrementare di circa 100 milioni gli investimenti, oltre a quelli del Pnrr.

Le partecipate

Il futuro è un'incognita, serve un piano organico: l’impegno è presentarlo entro settembre. Si profila l'affidamento a società esperte nella realizzazione di una due diligence in modo da «scegliere con cognizione di
causa».

La tassa di imbarco

Se introdotta a due euro, questa tassa può produrre una entrata di 10 milioni all’anno: al via dal 2023, vuol dire 40 milioni per il quinquennio, mentre arriva a 200 milioni se confermata per tutto il periodo.

L'addizionale Irpef

Diverso il ragionamento sull’addizionale Irpef, che è proporzionale al reddito congelata quest'anno su richiesta del consiglio comunale, ma dal 2023 più alta nella misura dello 0,1 per cento e dal 2024 applicando «un ulteriore e definitivo 0,1 per cento», ma aumentando anche la quota esente a 12 mila euro. Lo stesso assessore propone qualche esempio. Per un reddito di 15.000 euro si tratta di massimo 3 euro in più al mese (26 all'anno); per 50 mila, 8 euro (96 euro all'anno); per 100mila, 16 euro (192 euro all'anno). Tra le pieghe della relazione, la richiesta è definita «fastidiosa», «come ogni tassa», ma «necessaria», in questo caso portando nelle casse comunali 5.900.000 euro nel 2023, che nel 2024 diventano 15.000.000 di euro. E, confermando gli importi anche dopo il 2026, in grado di determinare un gettito di 302.300.000 euro.

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