Bilancio e servizi, Napoli ultima in Italia per efficienza

di Valerio Iuliano

  • 177
I Comuni incidono solo in minima parte sul debito pubblico. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, presentato ieri a Napoli in un convegno organizzato da Asmel,- l'Associazione per la Modernizzazione e la Sussidiarietà negli Enti Locali- il debito deriva per il 96,3% dalle spese delle amministrazioni centrali. La quota residua spetta a tutte le amministrazioni periferiche e solo l'1,6% del totale viene dai comuni.

Per l'economista Carlo Cottarelli «dal 2014 in poi i tagli agli enti locali sono stati decisamente troppi» e perciò occorre partire da questa considerazione per focalizzare lo sguardo sulla situazione complessiva dei municipi italiani. Ma, al di là delle valutazioni sui bilanci spesso disastrati di molti enti, che, pur non incidendo sul debito pubblico, creano comunque evidenti problemi nei servizi per i cittadini, dallo stesso Cottarelli è venuta fuori un'altra chiave di lettura. «Ci sono dati del Fondo Monetario Internazionale- ha spiegato l'economista - che dimostrano il legame che esiste tra il livello di efficienza della Pubblica amministrazione e quello del settore privato sul piano locale. Nelle aree dove la Pa è più efficiente, si registra una maggiore efficienza anche nel privato. Perciò, con l'Osservatorio dei conti pubblici, abbiamo stilato una graduatoria dei Comuni per livello di efficienza». Un parametro che scaturisce dal confronto tra l'indicatore di spesa e quello di offerta di servizi. «L'indicatore complessivo di efficienza che abbiamo ricavato deriva dalla sottrazione di quello di spesa da quello di offerta, dalla differenza fra i due insomma. Se è positivo, indica naturalmente una migliore efficienza». Per calcolare il livello generale della spesa per servizi è stata redatta, sulla base dei dati della Sose - la società creata dal Mef e da Bankitalia - una tabella con sei voci, pari alle attività di ogni Comune. Si va dallo smaltimento dei rifiuti al funzionamento degli uffici amministrativi, dall'istruzione pubblica alle attività sociali, da quelle inerenti viabilità e territorio alle attività di polizia locale (7,16%). Mentre per il secondo parametro - quello dell'offerta per servizi - sono stati presi in considerazione altri fattori, come la percentuale di raccolta differenziata, il numero dei bambini nelle scuole ed il numero dei complessi scolastici disponibili, fino ad altri elementi come le sanzioni elevate dalla polizia municipale, i fermi ed i sequestri amministrativi.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Martedì 25 Giugno 2019, 07:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP