Bollette pazze sui rifiuti: Aidacon difenderà gratuitamente i napoletani vessati

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Migliaia di avvisi “pazzi” di accertamento per la tassa sui rifiuti sono stati notificati ai napoletani. Il Comune di Napoli lo aveva annunciato: “il 50% dei napoletani non paga la spazzatura, notificheremo 500.000 cartelle esattoriali”.

Il problema è che, pur di procedere al recupero in tempi stretti, sono state notificate anche migliaia di richieste di pagamento illegittime.

Secondo l’avvocato Carlo Claps, presidente di Aidacon Consumatori (www.aidacon.it) che difende diversi contribuenti napoletani vessati, «il problema delle cartelle pazze non è limitato solo al maldestro tentativo del Comune di porre rimedio alla grande evasione della tassa della spazzatura, ma ha radici più lontane. Infatti siamo di fronte ad una gestione a dir poco scorretta della “cosa pubblica”. Gli errori commessi sono gravissimi, per fare un esempio reale: si è rivolta alla nostra associazione una signora napoletana la quale, pur avendo venduto casa da un decennio, puntualmente ogni anno, riceve l’avviso di accertamento relativo all’immobile venduto, in cui non ha più la residenza. Tutto ciò comporta una serie di conseguenze gravi: in primo luogo, la contribuente vessata, ogni anno, dopo aver ricevuto la richiesta di pagamento illegittima, è costretta a fare reclamo formale al Comune di Napoli che rimane inevaso, con la conseguenza che la stessa è costretta a rivolgersi ad un legale, a proprie spese, per proporre ricorso alla Commissione Tributaria. In secondo luogo, è evidente che richiedere la tassa ad un soggetto sbagliato, equivale a non averla chiesta con conseguente grave ammanco per le casse comunali».

Ma non è tutto: in tanti casi gli importi indicati negli avvisi di pagamento sono errati perché vi è un errore nel computo dei metri quadri. E, nel caso di moltissimi imprenditori, gli importi sono sbagliati in quanto non viene tenuto conto delle parti degli immobili non soggette a tassazione, come ad esempio avviene per chi produce rifiuti speciali.
«Il Comune è responsabile – continua Claps - ma lo sono ancor di più i responsabili dei procedimenti per la riscossione, i quali una volta commesso l’errore, dovrebbero celermente controllare e porre rimedio, evitando che si ingolfino gli Uffici Giudiziari e si verifichino gravi ammanchi per le casse comunali. I legali della nostra associazione difenderanno gratuitamente tutti i cittadini vessati, provvedendo ove necessario, a denunciare anche i responsabili del procedimento che non avranno dato riscontro alle legittime richieste dei cittadini, al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti».
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 14:07
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