L'ultima di Bonisoli: «Bagnoli, no a hotel con vista sul mare»

Sabato 9 Marzo 2019 di Luigi Roano
No agli alberghi e alle strutture ricettive con vista mare a Bagnoli. È questo il parere del Mibact retto dal ministro Alberto Bonisoli e firmato dal direttore generale Gino Famiglietti, lo stesso dirigente che ha bloccato il cantiere del metrò della linea 6 in piazza del Plebiscito per una questione di griglie e centimetri e che ha detto no allo spostamento, per poche centinaia di metri, dell'opera di Caravaggio. Insomma, il Praru (Piano di rigenerazione urbana di Bagnoli) rischia un nuovo stop. Se ne parlerà e molto nella cabina di regia di lunedì a Palazzo Chigi con il ministro Barbara Lezzi e saranno scintille. Bagnoli con 400 milioni finanziati per la bonifica e un altro miliardo che serve per la riqualificazione potrebbe diventare terreno di scontro come la Tav sulla tratta Torino-Lione?
 
Del resto, dopo due anni di lavoro che hanno visto decine di riunioni e coinvolto il governo ai massimi livelli - quello di Renzi prima e di Gentiloni poi - la Regione, il Comune e i bagnolesi, si rischia una clamorosa marcia indietro. Famiglietti - infatti - è categorico nel suo parere sulla «Valutazione ambientale strategica» la cosiddetta Vas. Per il direttore generale del Mibact tanto «il Rapporto ambientale» quanto «il Praru nonché le scelte progettuali, dovranno conformarsi alle osservazioni, condizioni e raccomandazioni di questa direzione generale e della Soprintendenza territoriale competente». Insomma, è un «no» mascherato da «sì» quello di Famiglietti. C'è anche un secondo parere - quello del ministero dell'Ambiente il cui titolare è il ministro Sergio Costa - prodotto dalla commissione tecnica del dicastero con 18 prescrizioni ma il parere è positivo e le prescrizioni sono agilmente accoglibili, non cambiano la struttura del Praru.

La zona delle strutture ricettive è stata individuata nel Praru nell'area di via Cocchia dove è iniziata la storia dell'Italsider e dove furono costruite le case popolari per gli operai. Scrive Famiglietti al riguardo: «Si osserva che le nuove volumetrie proposte non sono definite nel Praru in modo adeguato nelle dimensioni, sagome, profili e si ritiene che gli edifici previsti per destinazione turistico-alberghiera, circa 80mila metri cubi, e con destinazione residenziale paria 40mila metri cubi, debbano essere delocalizzati nell'area più a nord oltre via Cocchia e oltre l'Arena Sant'Antonio al fine di ridurre l'impatto visivo negativo dell'area, ostruzioni delle visuali, il consumo di suolo in un'area paesaggisticamente tutelata». La domanda è: chi verrebbe mai a investire in un posto dove c'è la spiaggia, il mare, il verde e il sole se poi le strutture di accoglienza vengono collocate a 2-3 chilometri di distanza da tutto questo? Le costruzioni potranno essere al massimo formate da 4 piani.

Sono tante le prescrizioni e tutte molto rigorose, per esempio c'è un'ampia riflessione di Famiglietti sulla questione dell'archeologia. Si sa che quella è un'area dove i ritrovamenti sono all'ordine del giorno. A questo proposito il direttore generale del Mibact invita - prima di mettere in moto i cantieri - a «fare delle indagini mediante carotaggi» per verificare se ci sono resti del passato. E anche sul waterfront arriva un'altra raccomandazione. Vale a dire di non edificare tra spiaggia e parco in maniera compatta come se fosse un muro ma di lasciare - sostanzialmente - corridoi di accesso e passeggiate tra le due aree. Più precisamente allo scopo di consentire alle associazioni vegetali retrostanti di stabilire contatti ed interferenze con la spiaggia e l'ambiente dunale costiero». E in analogia, per la stessa finalità, prevedendo il «riporto di un adeguato strato vegetale al di sopra dei volumi da realizzarsi».

Quella di lunedì sarà la prima Cabina di regia presieduta dal ministro per il Sud Barbara Lezzi. In quella sede si discuterà appunto dei pareri e del finanziamento, circa 400 milioni, per completare la bonifica dei suoli, la precondizione per costruire la nuova Bagnoli. Il tema è che i pareri sono sul Praru e senza il via libera al Praru non si può mettere mano alla progettazione vera e propria della rigenerazione dell'area ex Italsider. © RIPRODUZIONE RISERVATA