Brusciano, l'ex sindaco fuori dai giochi: «Comune chiuso, escluse le mie liste»

Lunedì 6 Settembre 2021 di Carmen Fusco
Brusciano, l'ex sindaco fuori dai giochi: «Comune chiuso, escluse le mie liste»

Aveva annunciato di volersi ricandidare alla guida del Comune andando «oltre» la camorra, i pettegolezzi, gli interessi di pochi. Giuseppe Montanile, l'ex sindaco di Brusciano sfiduciato a marzo mentre il prefetto di Napoli disponeva misure di protezione personale per le minacce ricevute, è andato invece oltre il tempo stabilito dalla legge per la presentazione delle liste, rimanendo così fuori dalla competizione elettorale. Mai slogan elettorale è stato più azzeccato.

Intanto nella corsa per la conquista della fascia di primo cittadino è rimasto un solo runner. È Giacomo Romano, avvocato sostenuto da quattro civiche, che ora dovrà vedersela con un solo, possibile avversario: il quorum del 50 per cento dei votanti e dei voti validi. Lui, però, Montanile, non si arrende e promette battaglia «perché - dice - alle 12 in punto i presentatori delle due liste erano davanti alla porta del municipio, che però era già sbarrata». «È un attentato alla democrazia - ha spiegato il penalista, arringando su Facebook i suoi supporters - perché la legge dice che il segretario comunale non può rifiutarsi di accettare le liste anche se ritenga che siano incomplete o presentate in ritardo. Invece sono state chiuse direttamente le porte del palazzo di città e il risultato è che non potremo nemmeno fare ricorso. Ho provato invano a chiamare il segretario comunale in ufficio. Non ho avuto risposta».

Partita chiusa per l'ex primo cittadino la cui sfiducia a marzo diventò un caso nazionale finito anche all'attenzione della commissione parlamentare antimafia? Montanile annuncia che venderà cara la pelle e che presenterà un esposto alla Procura per raccontare quanto è accaduto sabato mattina davanti all'ingresso del municipio di Brusciano: «I presentatori delle liste erano lì. Li hanno visti tutti. Ed hanno visto anche bussare con le mani sulla porta di vetro per farsi aprire. Tutto inutile. Quando mi hanno avvertito con una telefonata erano le 12 ed un minuto ed io posso provarlo». 

A sostenere la sua ricandidatura ci sarebbero state due liste e trentadue candidati pronti a supportarlo per riportarlo in sella dopo la fine anticipata del suo primo mandato elettorale e a chi gli chiede il motivo per il quale sia arrivato praticamente al fotofinish nonostante avesse annunciato già da mesi di essere della partita, Montanile replica piccato: «Nessun ritardo, abbiamo solo voluto fare le cose per bene, a cominciare dal programma, e comunque a mezzogiorno siamo arrivati in municipio. Per giunta non sono io ad aver giocato d'anticipo ma chi a marzo mi ha mandato a casa. Avremmo dovuto votare nel 2023 e non tra un mese». Il riferimento è ad altre forze ed esponenti della politica locale che nonostante le previsioni della vigilia sarebbero poi rimasti fuori gioco.

Botta e risposta ancora una volta sui social. Oltre al comizio live di Montanile, sempre ieri, infatti, un altro video è stato postato su Facebook dalla fan page del Pd di Brusciano: quello del democrat Antonio Castaldo che ha spiegato le ragioni della fine dell'esperienza amministrativa precedente, ha spiegato il motivo della sua mancata candidatura a sindaco nonostante fossero già pronte due liste a sostegno: «Avevamo deciso di convergere in una coalizione più ampia ma qualcosa di grave è successo ed è stata spazzata via la democrazia». Se ne vedranno delle belle. Il caso Brusciano continua.

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