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VINCENZO DE LUCA

Campania: consiglio regionale fermo, in sette mesi soltanto undici leggi e c'è chi non interviene mai

Venerdì 22 Luglio 2022 di Adolfo Pappalardo
Campania: consiglio regionale fermo, in sette mesi soltanto undici leggi e c'è chi non interviene mai

Capogruppo, di maggioranza e di opposizione, che in sette mesi non hanno firmato né un’interrogazione, né una proposta di legge. Niente. E un consiglio, quello regionale, che anche nel post Covid, si riunisce pochissimo. Appena 16 sedute (ma due riguardano lo stesso giorno) mentre sono appena 10 le assise in aula per il question time.

E il risultato si vede: sono solamente 11 le leggi approvate in sette mesi. Che diventano molto meno se due di queste riguardano il riconoscimento di debiti fuori bilancio, una invece è relativa al rendiconto generale della Regione anno 2020 e un’altra riguarda disposizioni in materia organizzativa del Consiglio. Mentre la dodicesima, se tutto andrà bene, verrà approvata prima della pausa estiva: le nuove norme urbanistiche, in commissione da lunedì, su cui il governatore De Luca ha fatto mettere un piede sull’acceleratore. 

L’Aula non ha mai visto nelle legislature targate De Luca moltissime sedute. Per intenderci, durante il suo secondo mandato, se ne sono celebrate in totale 63 (dal 26 ottobre 2020 ad oggi). Ma spulciando i resoconti vediamo come 4 delle 6 del 2020 sono relative a 2 che ha visto impegnati i consiglieri mattina e pomeriggio mentre tra le 31 del 2021 5 sedute sono state svolte lo stesso giorno. E se vi sembrano troppe 31 sedute, calcolate che 17 sono relative al Question time. Per capirci si tratta di sedute brevi, anche mezz’ora o meno, in cui la giunta risponde ad interrogazioni della minoranza. 

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Certo il numero dei consigli di per sé non indica, da solo, un indice di produttività della macchina del Centro direzionale ma spulciando i resoconti i numeri sembrano impietosi se tradotti con il numero delle leggi approvate. Nel 2021 sono 32 ma la maggior parte sono atti dovuti. Come la legge di bilancio triennio 2022/2024, quella di stabilità anno 2022, un rendiconto generale della Regione anno 2019, 2 variazioni di bilancio e ben 20 leggi di riconoscimento di debiti fuori bilancio. E se sottraiamo queste sono appena sette le nuove norme approvate durante il 2021. E quest’anno? L’andamento è più o meno simile perché nei primi sette mesi del 2022 sono passate in Aula appena 11 norme ma una riguarda il rendiconto generale della Regione anno 2020, un’altra è relativa all’organizzazione del Consiglio regionale e 2 sono un mero riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Rimangono appena 7 norme approvate in sette mesi al di fuori di quelle su cui occorre esprimersi per obbligo ma anche qui, spulciando il sito del consiglio, si nota subito come si tratti di parva materia.  

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Due giorni fa, ad esempio, sono passate le nuove disposizioni in materia di organizzazione del Consiglio mentre a giugno è arrivato l’ok per due debiti fuori bilancio e le nuove (e giuste) norme che tutelano i riders dei delivery (che sono però una modifica di una stessa legge del marzo scorso). A maggio ed aprile non si sforna niente mentre a marzo, a parte la tutela dei lavoratori del delivery (poi modificata il mese scorso con un’altra norma), arriva l’ok per altre due proposte di legge: una per far includere Alfano nella Comunità montana del Bussento e l’altra per far entrare Pertosa, altro comune salernitano, sempre nella stessa Comunità montana. Sempre a marzo però viene approvato uno scostamento di bilancio per garantire le detrazioni ai figli fiscalmente a carico per le famiglie numerose. Si tratta di una modifica chiesta dai grillini in favore dei nuclei più disagiati dopo che la Regione, a dicembre, aveva alzato le aliquote Irpef. E le altre 3 leggi? Una è il rendiconto generale della Regione Campania per l’esercizio finanziario 2020; un’altra è la riforma del Trasporto pubblico Locale mentre l’ultima riguarda gli adempimenti obbligatori per impegni con il Governo sul servizio idrico integrato. 

Intanto non possono dirsi super impegnati la maggior parte dei capogruppo che non brillano per attività legislativa o proposta. In questi sette mesi non hanno firmato né una proposta di legge, né un’interrogazione due capigruppo della maggioranza (Carmine Mocerino per De Luca presidente e Giovanni Porcelli per Psi-Campania Libera) mentre Annarita Patriarca di Forza Italia e Michele Schiano di Visconti di Fdi firmano solo una proposta in questi ultimi sette mesi. Al contrario sono iper produttivi il renziano Tommaso Pellegrino con 10 proposte e 4 interrogazioni e l’ex grillina Valeria Ciarambino ora passata con Di Maio: 6 proposte e ben 17 interrogazioni. Anche se il record delle interrogazioni spetta ai consiglieri della Lega: ne ha firmate 23 il capogruppo Zinzi e 20 il collega Severino Nappi. 

Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA