Cena della pace Berlusconi-Carfagna: ipotesi candidatura in Campania

Sabato 9 Novembre 2019 di Carlo Porcaro
Cena della pace, o quantomeno della tregua, tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna. Ieri la vicepresidente della Camera si è recata nella villa di Arcore per incontrare il leader di Forza Italia. Il rapporto tra i due si era deteriorato dopo le accuse rivolte da lei al partito per l'appiattimento nei confronti di Salvini in occasione della manifestazione di piazza San Giovanni e per il voto al Senato sulla commissione contro l'odio razziale. «Basta conflitti, la linea è unica: riportiamo unità in Forza Italia», il messaggio in sostanza del Cavaliere. Del destino della Carfagna, nelle ultime settimane, si è ipotizzato di tutto: dal passaggio in Italia Viva di Renzi alla creazione di un soggetto moderato filogovernativo passando per un asse con Giovanni Toti. Con il faccia a faccia di ieri, sembrano tornare le condizioni per riprendere il cammino insieme per rinforzare l'ala moderata del centrodestra. Sotterrando tutti l'ascia di guerra. Da qui l'idea di assegnare alla stessa Carfagna un ruolo di rilievo nazionale, che pure ha avuto in passato insieme allo stesso governatore della Liguria prima che Berlusconi desse il potere gestionale di Fi in mano al quadriumvirato Tajani-Gelmini-Bernini-Ronzulli. Questi ultimi accetteranno di buon grado il ritorno della figliol prodiga? Ieri, prima della cena, ad eccezione della Ronzulli, i tre insieme a Giacomoni hanno deciso con Berlusconi un calendario di manifestazioni sul territorio e il varo di gazebo in tutte le piazze italiane. Obiettivo: dimostrare compattezza nel partito, pronti al ritorno alle urne.

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La sensazione è che convenga a tutti gli interessati la pace. A Berlusconi per risalire la china visti i sondaggi, alla Carfagna per ritrovare agibilità politica «dando un progetto al Paese», a Salvini che necessita di una Forza Italia forte nelle regioni meridionali. In vista delle regionali in Campania, infatti, il numero uno del Carroccio non direbbe no alla vicepresidente della Camera: non pone veti né fornisce indicazioni precise. Attende che gli azzurri ritrovino unità e armonia, fattori perduti negli ultimi mesi tra rivendicazioni personali, ambizioni (vedi Paolo Russo) e polemiche (come l'europarlamentare Fulvio Martusciello). I berlusconiani più volte hanno ribadito che la Carfagna non solo sarebbe la personalità capace di superare ogni divisione interna, ma costituirebbe un valore aggiunto alle regionali. Lei però non scioglie la riserva preferendo uno stato di perenne sospensione. Salvini, da par suo, dando il via libera all'ex ministro delle Pari Opportunità risolverebbe due problemi: troverebbe il candidato giusto in Campania dove l'aria appare positiva ed eliminerebbe la competizione mediatica da parte di chi spesso ne ha contestato modi e pensieri. Escludendo Carfagna, resterebbe favorito il capo dell'opposizione Stefano Caldoro intorno al quale non è stata ancora costruita l'unità di cui avrebbe bisogno per competere con l'uscente De Luca. Morale della favola: Salvini vorrà dare sicuramente l'imprimatur sul nome del candidato governatore scelto tra i dirigenti locali di Forza Italia, ma in caso di ulteriori conflitti potrebbe essere costretto a individuare una personalità civica in grado di superare gli steccati di partito ed allargare la coalizione. Un'accelerazione la darebbe soltanto una discesa in campo proprio della Carfagna, che si trova dinanzi al bivio decisivo. Prendere o lasciare. Oggi uscita pubblica a Milano per il festival de Linkiesta. Ultimo aggiornamento: 12:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA