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Caro bollette a Napoli, l'assessore Baretta: «Rincari del 40%, il governo ci aiuti o il Comune fallisce»

Sabato 12 Febbraio 2022 di Valerio Esca
Caro bollette a Napoli, l'assessore Baretta: «Rincari del 40%, il governo ci aiuti o il Comune fallisce»

Il caro bollette bussa alle porte del Comune di Napoli. Una mazzata per il Municipio alle prese con una situazione economica già disastrosa, che arriva a pochi giorni dalla firma del Patto per Napoli. «Siamo preoccupati. Sarà necessario un intervento del Governo» sottolinea l'assessore al Bilancio di Palazzo San Giacomo Pier Paolo Baretta

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Quanto grava, in cifre, il caro bollette sul Comune?
«Lo stiamo stimando, c'è un dato previsionale che non abbiamo ancora del tutto verificato. Sicuramente un aggravio del 30-40% è misurabile se non c'è un intervento di ristoro o risanamento. La preoccupazione c'è, intanto per i cittadini, ma anche per il Comune. Noi stiamo impostando un piano di risanamento molto faticoso. Siamo partiti dal contributo che il Governo ci ha dato e adesso stiamo definendo l'accordo applicativo, ma è chiaro che ci muoviamo sul filo di lana. Stiamo anche costruendo un piano di nostri interventi soprattutto sul patrimonio e sulla riscossione, però abbiamo bisogno che non ci siano delle batoste peraltro non imputabili all'amministrazione. È assolutamente urgente che il Governo ne prenda atto e, oltre a ristorare i cittadini che ovviamente vengono prima, tenga conto anche degli enti locali».

E in chiave salva-Napoli?
«Adesso terremo monitorata la situazione, ma un po' di allarme va lanciato. Abbiamo deciso di non aumentare le tasse nel 2022 e vogliamo tenere fede a questo impegno che abbiamo preso in Consiglio comunale, ma abbiamo bisogno che la situazione sia gestibile».

Quali sono le prossime mosse del Comune?
«Intanto, tutti i Comuni si sono riuniti e stanno facendo una pressione sia politica che di immagine. L'altra sera sono state spente le luci dei principali palazzi, da noi il Maschio Angioino, proprio per segnalare che intanto siamo vicini ai cittadini, e poi che abbiamo bisogno di garantire la continuità dell'amministrazione. La prima cosa è una pressione politica ovviamente rispettosa, ma ferma nei confronti del Governo centrale. Devo dire che il presidente Mario Draghi sembra sensibile al tema, quindi ci aspettiamo un intervento. La seconda cosa che possiamo fare, ne parleremo con altri colleghi assessori competenti per materia, è un piano di gestione dell'illuminazione pubblica con qualche risparmio. Non dico assolutamente di spegnere le luci della città perché sarebbe irresponsabile, ma cercare di trovare un equilibrio. Adesso si va incontro alla bella stagione, con le giornate che si allungheranno. Si può concordare anche con commercianti e categorie economiche un piano che consenta un po' di risparmio. Tutto questo è importante, ma ciò che conta, non c'è dubbio, è che ci sia un intervento statale al più presto».

Il primo cittadino ha annunciato che a giorni ci sarà la tanto attesa firma sul Patto per Napoli. Avete incontrato a Roma il ministro dell'Economia e Finanze Daniele Franco, come si sta procedendo?
«Siamo in dirittura d'arrivo. Come si fa in questi casi stiamo limando tutti gli ultimi dettagli. È già programmata una riunione della commissione Bilancio per martedì perché ritengo giusto e necessario informare in tempo reale gli organi politici della città. Poi la data la fissa il presidente del Consiglio, per cui siamo in attesa».

Che Piano dobbiamo aspettarci, al netto dei dettagli già noti?
«Sarà interessante, complesso e anche molto impegnativo. Non ci limiteremo a recuperare quanto dovuto dall'accordo. La legge di Bilancio dice che, a fronte del contributo statale, il Comune si impegna a recuperare un ulteriore quarto. Penso che dobbiamo fare un Piano più ambizioso, e più saremo in grado di lavorare su riscossione e patrimonio più potremo contenere la parte fiscale. Questo è il nostro obiettivo. Certo è che abbiamo davanti quattro o cinque anni nei quali andrà superata l'onda negativa, ma secondo me ci sono buone condizioni per riuscirci, con il contributo di tutti. Nei prossimi giorni saremo in grado anche di esplicitare bene tutti i contenuti di quest'accordo, ma fondamentalmente si tratta di costruire un Piano che ci dia un incremento di risorse nei prossimi vent'anni, perché questo è quello che l'accordo prevede, in modo tale che ci sia una possibilità di guardare al futuro con più fiducia».

Ultimo aggiornamento: 15:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA