Catello Maresca, il caso turba giustizia e politica: «Magistrato e consigliere insieme, mai visto»

Giovedì 9 Dicembre 2021
Catello Maresca

«Mi turba essere in aula con un collega come Catello Maresca, che continua a fare il magistrato a pochi chilometri da Napoli». Lo scrive su Facebook Sergio D'Angelo, consigliere comunale di Napoli del gruppo di maggioranza Napoli solidale - Europa Verde, inizialmente candidato a sindaco alle scorse amministrative prima di ritirarsi e appoggiare la candidatura di Gaetano Manfredi, commentando il rientro in magistratura di Catello Maresca al termine dell'aspettativa per candidarsi a sindaco di Napoli per il centrodestra.

Maresca sarà giudice alla corte d'appello di Campobasso e contemporaneamente consigliere comunale a Napoli. «Nulla di personale contro di lui - aggiunge D'Angelo - ma c'è una seria incompatibilità. Non si è mai visto che un magistrato fa contemporaneamente il politico. Per molto meno ho sentito gridare allo scandalo. A volte si censura qualche uscita di Magistratura democratica che interferisce con la politica, ma in questo caso siamo di fronte a qualcosa di eclatante», conclude D'Angelo.

Video

D'Angelo non è il solo a essersi espresso sul caso. «Maresca, consigliere comunale a Napoli e magistrato a Campobasso, lo può fare, ma anche Cartabia dice che non si può andare avanti così, occorre separare magistratura e politica. E Forza Italia che dice, una volta faceva queste battaglie? Niente, ha voluto candidare Maresca». Lo scrive su Twitter Elio Vito, deputato di Forza Italia.

LEGGI ANCHE Ira Cartabia: «Mai più un caso simile»

Consiglieri del gruppo di M.i. hanno annunciato un'iniziativa in una lettera inviata ai colleghi magistrati: «L'auspicato intervento riformatore dei rapporti magistratura e politica non è ancora intervenuto, nonostante le ripetute sollecitazioni provenienti, in misura unanime, da tutta la magistratura associata e da tutte le componenti consiliari» notano Maria Tiziana Balduini, Paola Braggion, Antonio D'Amato e Loredana Miccichè, ricordando di aver più volte loro stessi chiesto in plenum «interventi chiari e più stringenti del legislatore circa l'ingresso in politica di magistrati e soprattutto sul loro rientro in ruolo, sul cosiddetto fenomeno delle porte girevoli».

Quanto al voto espresso sul caso di Maresca, «ci siamo assunti la responsabilità di una scelta dovuta, anche se scomoda o impopolare», sottolineano ricordando che i magistrati sono soggetti alla legge e «secondo il sistema normativo attuale il magistrato può ricoprire la carica di consigliere comunale se svolge le funzioni giurisdizionali in un territorio diverso». Per questo «non comprendiamo le posizioni di astensione registratesi sulla delibera Maresca: se tutti i componenti del CSM si fossero astenuti, il rientro in ruolo sarebbe stato negato, con conseguente sicura impugnazione e riforma della delibera da parte del giudice amministrativo», osservano ancora, parlando di «facile demagogia».

Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 08:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA