«Casoria no plastic town» da aprile ma a sua insaputa

di Chiara Graziani

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Inviata a Casoria

Casoria no plastic town dal primo aprile. Lo chiede l'Europa, come si suol dire. E il commissario prefettizio di Casoria Santi Giuffrè, ex questore di Napoli, ha risposto con un'ordinanza, fra le prime ad adeguarsi alle disposizioni dell'Unione per l'eliminazione da qui al 2021 degli oggetti di plastica monouso. Chiunque venda o distribuisca a qualunque titolo cibo o bevande sul territorio del Comune dovrà adoperare solo contenitori biodegradabili: piatti e bicchieri monouso, buste per le olive, vaschette di cibo da portare a casa, imballi per la frutta dovranno essere a impatto ambientale zero. Su tutto il territorio comunale. Un primo provvedimento, si fa sapere, per aprire la strada ad una rivoluzione delle abitudini e degli stili di vita che dovrà essere ben più radicale e che non è più rinviabile (e sorattutto andrà oltre il territorio di Casoria, in questo caso apripista). Un quarto del peso della spesa che portiamo a casa, ad esempio, è fatto di plastica che getteremo. Eppure l'ordinanza di Giuffrè ancora esclude - e in realtà non potrebbe essere altrimenti al momento - la grande distribuzione con le sue merci da portar via pre-imballate: una filiera nazionale che avrà bisogno di interventi oltre il livello locale. Giuffrè ha messo mano, per cominciare, prevalentemente al settore della ristorazione, anche quella ambulante, degli alimentari di vicinanza e delle sagre che sono di sua competenza territoriale. E la novità, anche se ancora gli esercenti ne sanno poco o nulla, non dovrebbe incontrare difficoltà. Anzi.
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Venerdì 15 Marzo 2019, 11:00
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