Catello Maresca candidato sindaco di Napoli: «La Lega? Non provo imbarazzo»

Sabato 5 Giugno 2021 di Valerio Esca
Catello Maresca candidato sindaco di Napoli: «La Lega? Non provo imbarazzo»

Catello Maresca ha riposto nel suo armadio gli abiti del magistrato (almeno per il momento, vista l'aspettativa) e ha indossato quelli del politico. Ieri dall'hotel Mediterraneo, a margine del convegno La nuova geopolitica globale, tra i relatori il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, Maresca è intervenuto sul tema del momento: ovvero se intende proseguire in un percorso di civismo puro o se invece è pronto a stringere accordi con i partiti, simboli compresi, del centrodestra. «Oggi la Lega è al governo con Draghi, sta con il Pd e con il M5S, non credo che a loro crei imbarazzo, se non crea imbarazzo a loro tanto meno lo creerà a me». Maresca dunque non chiude le porte al centrodestra, ma un eventuale accordo non è all'ordine del giorno. Come a dire: io sono qui, se mi chiamano i leader dei partiti non rifiuterò la telefonata. E poi aggiunge: «Il mio discorso è fatto sui contenuti e sui programmi, lo ribadisco. Questa è la cosa seria di cui dobbiamo parlare, il resto sono chiacchiere». E mentre prova a smarcarsi dall'etichetta di candidato di bandiera di Salvini e Meloni lancia bordate sulla Capitale: «Il Patto per Napoli non me lo faccio imporre da Roma». 

«Parto da questa idea - spiega Maresca - chiunque voglia può venire in questo momento a Napoli a dare un aiuto sui programmi, sulle cose da fare, un aiuto concreto che deve provenire dalla Regione, dal governo. È chiaro che c'è bisogno di un grande patto per Napoli, ma il patto va fatto sui contenuti, sulle cose serie, e io sono partito da uno studio preliminare. Più che farmelo imporre da Roma cerco di farlo partire da Napoli». Ribadisce di non avere fretta perché ha «la consapevolezza che il lavoro va fatto sui programmi, sui contenuti, sulle esigenze della gente». «Non ho mai cercato il contatto con i partiti - aggiunge - Sono note alcune dichiarazioni di esponenti nazionali che hanno aperto al progetto che stiamo portando avanti su Napoli. Da qui a dire che faremo un percorso insieme ce ne vuole perché dovremo confrontarci sui contenuti». Questo messaggio ha come destinatari le segreterie dei tre partiti del centrodestra, che ieri pomeriggio, forse per dire a Maresca che sono attente, hanno fatto sapere: «In attesa delle decisioni del tavolo nazionale che proporrà alla città la nostra proposta di governo, è solo il programma l'unico pensiero dei partiti di centrodestra. Nessun nome per le presidenze di municipalità. Ci sarà il tempo per questo». Poche righe firmate dai coordinatori cittadini di Lega, Severino Nappi, Fratelli d'Italia, Andrea Santoro e Forza Italia, Fulvio Martusciello. 

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Il pm ha già pronte due liste civiche: Maresca sindaco ed Essere Napoli, che è di fatto l'anima del progetto Maresca. E proprio il presidente di Essere Napoli, Giuliano Annigliato, replica alla nota dei tre partiti di centrodestra: «Auguri alla Lega e a Fratelli d'Italia, che perdono a Napoli da 40 anni, da loro non accettiamo imposizioni romane. Evidentemente se aspettano da Roma notizie è perché avranno un loro candidato sindaco. Noi andiamo avanti con un progetto di civismo, poi sui programmi si potrà ragionare al secondo turno». Ad un'altra lista sta invece lavorando l'editore Rosario Bianco. Ieri in platea si sono visti anche due ex demA, Alessandro Nardi (prima vicecapo di Gabinetto al Comune, poi presidente della Napoli holding e infine alla guida della Mostra d'Oltremare) e Francesco Chirico, attuale presidente della seconda Municipalità. Nardi e Chirico, da quanto trapela, lavoreranno alla composizione delle liste di Maresca. Liste nelle quali confluiranno anche profili legati al mondo dei moderati e delle professioni. «Contatti nelle ultime ore con leader di centrodestra? Assolutamente no, ho avuto contatti con tante persone - ci ha tenuto a specificare Maresca - con tante associazioni del territorio, in un'opzione autenticamente civica». Ieri nel tardo pomeriggio Maresca ha incontrato anche gli artigiani e i commercianti della zona di San Biagio dei Librai, dopo un appuntamento a Palazzo Carafa. «Bisogna smetterla con la criminalizzazione del profitto e cercare di coinvolgere gli imprenditori nella gestione della cosa pubblica, con degli strumenti che sono previsti dalla legge». 

Ultimo aggiornamento: 18:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA