Leonardo chiude a Giugliano, sindacati in piazza a Napoli: «De Luca implementi i due impianti»

Martedì 3 Maggio 2022
Chiusura Leonardo Giugliano, sindacati alla Regione: «De Luca implementi i due impianti»

Come da programma, nel primo pomeriggio di oggi i lavoratori dell'azienda Leonardo si sono presentati davanti la sede della Regione Campania, al Centro direzionale di Napoli, per protestare contro lo spostamento delle lavorazioni dalla sede di Giugliano a quella di Bacoli-Fusaro, come stabilito dal piano di sviluppo presentato dall'industria lo scorso 14 marzo.

«Chiediamo alla Regione e alle istituzioni tutte di aiutarci in questa vertenza» racconta Salvatore Motta, sindacalista rsu Fiom al Mattino durante la protesta. «In questo momento storico, in cui tutti gli Stati europei hanno destinato parte del proprio Pil alla difesa, noi siamo uno stabilimento ad alta tecnologia che produce proprio materiale destinato a questo scopo. Abbiamo missioni specifiche, nel nostro stabilimento, che nell'accopparmento dei due verrebbero persi. Vogliono portare via tutte le missioni che abbiamo sviluppato in questi anni. Siamo qui, essendo la nostra un'azienda con partecipazione statale, per chiedere alle istituzioni di non lasciarci soli.

La possibilità industriale ed economica di mantenere entrambi i siti sul territorio esiste, così come quella di svilupparli entrambi. Abbiamo già manifestato davanti il Comune di Giugliano - continua Motta -, oggi alle 15 sarà discussa in Consiglio regionale una mozione riguardante la nostra questione, dunque siamo qui per fare in modo che il governatore De Luca porti a Roma questo piano scellerato dell'azienda. Abbiamo già avuto delle interlocuzioni con alcuni consiglieri, anche i vertici dell'azienda hanno incontrato i capogruppo in Regione. Hanno esposto il loro piano, noi quindi abbiamo specificato quali sono i loro reali piani: depauperare ancora una volta la Campania di un'azienda che porta lavoro e sviluppo nel nostro territorio».

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«Può sembrare una protesta sterile - aggiunge Filippo Merone, rsu Uilm - perché dal punto di vista della tenuta del posto del lavoro e del salario non ci sono variazioni. Noi protestiamo perché la Campania, in questa fase, non può evitare la crescita delle competenze presenti sul territorio. In questo piano, ogni Regione ne trarrà benefici: dal punto di vista occupazionale, degli investimenti e dell'ampliamento dello sviluppo delle missioni principali. Le nostre, con la chiusura dello stabilimento di Giugliano, non verranno sviluppate». 

«Oggi siamo qui - aggiunge Andrea Tornincasa, rsu fim Cisl - per chiedere alla politica di fare il lavoro che per troppo tempo ha dimenticato: difendere il tessuto industriale del territorio. La crisi ha già danneggiato il settore aerostrutture, tuttavia oggi assistiamo a uno sviluppo perché il mercato della difesa è in piena espansione; per questo motivo non riusciamo a capire perché si debba chiudere un sito per accorparlo in una singola sede. Chiediamo alla politica regionale di fare la sua parte, ovvero di produrre un piano industriale per far sì che piuttosto che chiudere uno stabilimento si lavori per ampliarli entrambi, siccome hanno le potenzialità per diventare il vero polo tencologico per la tecnologia della difesa».

Ultimo aggiornamento: 23:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA