«Basta inchieste e veleni,
giù le mani dal Circolo Posillipo»

Sabato 25 Settembre 2021 di Gianluca Agata
«Basta inchieste e veleni, giù le mani dal Circolo Posillipo»

«Giù le mani dal Posillipo. Se a qualcuno interessa la nostra casa sociale combatteremo con le armi e con i denti». Alle spalle i colori rossi e verdi del circolo quasi centenario. Un circolo che ha sempre dovuto combattere. Al termine della seconda Guerra Mondiale, per tenere lontani i malintenzionati, adottò le croci decussate di Sant'Andrea e San Patrizio sul campo rossoverde per creare un legame con la bandiera inglese e far credere che i soldati di Sua Maestà ancora controllavano la villa di Posillipo. Un escamotage ma anche un modo per far capire che il Posillipo non ha alcuna intenzione di mollare di fronte ad attacchi che durano ormai da anni.


«Siamo sempre stati e siamo con le forze dell'ordine con le quali collaboriamo e continueremo a collaborare - dice presentando il suo programma per la rielezione alla presidenza del circolo Vincenzo Semeraro - controlli doverosi quelli della Guardia di Finanza che rischiano di apparire nei fatti, non nelle intenzioni, spettacolarizzanti e mediatici. Noi abbiamo la coscienza a posto. Lavoriamo solo nell'interesse degli associati. E qualora dovesse risultare qualche leggerezza procedurale la nostra azione è stata solo nell'interesse del circolo». Ed entra nel merito. «Non è stata una mano amica a tessere le fila di questa storia. Nessuno schizzo di fango macchierà la nostra bandiera». Il vicepresidente Antonio Ilario aggiunge: «Con queste notizie ci facciamo del male. Vogliono impedirci di fare sport perché questa sede sociale fa gola a troppe persone». E spiega: «La Guardia di finanza ha operato due interventi: uno allo scopo di verificare la presenza di dipendenti a nero, e non ce ne sono, l'altro finalizzato alla concessione demaniale ed all'osservanza riguardo barche e ormeggi».

Ma cosa significa «Se a qualcuno interessa la nostra casa Sociale?». Semeraro va giù duro: «Un servizio di quattro anni fa di Report si occupò del circolo Posillipo e del Circolo Tennis. Dissero che era proprietà del Comune e non è vero: è 2/3 Demanio ed 1/3 Comune. Si impose al Comune di vendere i gioielli di famiglia. L'allora assessore al Patrimonio era Romeo che aveva tutto l'interesse a che ciò avvenisse. All'inizio il circolo fu valutato 26 milioni, poi 9, infine 6. Oggi noi abbiamo dato la caparra per poterlo acquistare di 326mila euro. Se qualcuno pensa di volersi prendere il circolo sbaglia di grosso».

Semeraro incassa l'appoggio anche del rivale per la presidenza (si vota domani), Filippo Parisio: «Sono venuti come nel covo dei casalesi. Ci hanno trattato da delinquenti. Mi sono sentito offeso da questa storia. Enzo Semeraro ha fatto grandi cose per questo circolo ma siamo volontari, non professionisti e se sbagliamo lo facciamo per amore del circolo». Domani Parisio e Semeraro si sfideranno all'ultimo voto, ma oggi l'unità dei soci è compatta contro chi vorrebbe togliere il circolo alla città. Ed in questo quadro è fondamentale l'adesione all'associazione dei circoli nautici campani che vuole far sentire la propria voce per creare una divisione sostanziale rispetto ai balneari che per l'Ue sono soggetti a gara pubblica per ottenere le licenze demaniali. Anni di sport, cultura, attività sociale dovrebbero ben valere qualcosa per evitare che la storia sia messa al bando in una gara pubblica. Nel mezzo c'è la presentazione del programma di Semeraro che avrà in Stefano Romano e Antonio Ilario i vicepresidenti amministrativo e sportivo. Se per il primo è necessario portare maggiore professionalità nella gestione dei conti, il secondo ricorda gli investimenti nel vivaio del remo, i risultati delle giovanili della pallanuoto, l'attenzione a tutte le discipline sportive. Poi la sinergia con Procida, il Premio Posillipo. E le battaglie per la casa sociale. Tutti divisi, tutti uniti al Posillipo perché nessuno tocchi la storica sede della gloria rossoverde.
 

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