Circolo Posillipo, è lite sulle quote: rincaro record per le socie

Sabato 4 Dicembre 2021 di Gianluca Agata
Circolo Posillipo, è lite sulle quote: rincaro record per le socie

Acque turbolente al Posillipo e, ad agitarle, sono le donne de il sodalizio rossoverde, le new entry e quelle che solidarizzano con la porzione rosa del circolo. Le chat ribollono, i messaggi fioccano, le accuse incalzano. Motivo del contendere le quote sociali passate in pochi mesi per le signore da 100 a 150 euro. Ai quali si aggiungono 2000 euro pagabili in più tranche come tassa d'ingresso al circolo. Dietro la rivolta delle signore in rosa quella che si ritiene essere una autentica beffa, anche se qualcuna si è spinta anche oltre: l'inopinato aumento della quota sociale che quest'anno è passato per le signore da 100 a 150 euro. E la delibera non è stata nemmeno delle più convincenti. L'ala critica del circolo fa notare che l'aumento delle quote è passato dopo aver constatato la mancanza del numero sufficiente di soci in assemblea per deliberare una tantum di 200 euro per ottemperare alle esigenze della copertura della piscina, oltre che del bar e del ristorante che, terminato il contratto con il vecchio gestore, ha visto il nuovo prendere possesso senza alcuna attrezzatura (piatti e bicchieri in primis). Come dire, lamentano le donne del circolo: «Visto che l'una tantum non è passata, allora hanno aumentato le quote sociali e siamo passati da 100 a 150 euro in pochi mesi. Come se si procedesse a tentoni, senza un preciso piano di rientro ma, soltanto con una tantum ed aumenti». E aggiungono, anche in virtù del contenzioso con il comune, bisognerebbe avere un'idea complessiva di come gestire il piano di rientro pensando anche allo sport sociale, alle palestre, mission che permette di ottemperare a degli obblighi previsti. Le una tantum non risolvono, ma mettono solo una pezza senza affrontare i problemi in modo progettuale. 

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Chat inferocite ed accuse al nuovo presidente, Filippo Parisio, che incassa e rilancia. «Le donne del circolo che noi apprezziamo e stimiamo, hanno sempre pagato prima 80 e poi 100 euro chiedendo stessi diritti e stessi poteri dei soci maschi che di euro ne hanno sempre pagati 120. Questo aumento è stato deliberato dalla vecchia presidenza Semeraro ma mai messo in atto. La decisione di equiparare non è del presidente Parisio ma della legge Melandri che non fa più distinzione tra uomini e donne. Ma sono tutti soci. Il primo passo è stato così quello di equiparare il costo della tessera per gli uomini come per le donne (120 euro). Pari diritti, pari doveri, pari poteri, stessa cifra da pagare. Poi entriamo nella vita quotidiana del circolo: abbiamo trovato una casa in condizioni disastrate. Impianto elettrico insufficiente (rischiate di saltare in aria ci hanno detto). Piscina Poerio un disastro. La copertura della piscina esterna da ricostruire. È crollata nel 2020 e non hanno fatto nulla per rimetterla su. E ovviamente diventa anche un danno economico perché le mamme, i bambini, non vengono alla nostra scuola nuoto proprio perché non utilizzabile». A chi parla di ripicca («visto che non abbiamo approvato l'una tantum di 200 euro per mancanza del numero di soci in assemblea hanno alzato le quote»), Parisio ribatte: «Io da qualche parte i soldi li devo pur prendere. Probabilmente avrei alzato le quote a 150 euro in un prossimo futuro. In assemblea ho chiesto un piccolo contributo. Eravamo in 117 su 850 soci. Evidentemente non interessava nulla e abbiamo agito di conseguenza. Voglio ricordare che 150 euro è una quota in linea, se non minore, rispetto a tanti altri circoli napoletani. Senza pensare che noi abbiamo anche la balneazione. Io sono il presidente del nuovo Posillipo ed ho la responsabilità civile e penale di tutto quello che accade. Per questo motivo non voglio correre rischi. Se mi dicono che ci sono impianti che possono avere problemi ho il dovere di intervenire. E non lo dico in questo momento. L'ho detto prima delle elezioni che mi sarei comportato in un certo modo per ridare lustro e spirito al nostro circolo. Se qualcuno vuole andar via prego. Non sarò certo io a trattenerlo». 

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