Sanità privata, Cisl in tribunale contro dumping contrattuale

Venerdì 15 Ottobre 2021
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Si riapre la vicenda sul dumping contrattuale nella sanità privata, a seguito dell’incontro svolto tra la Giunta regionale della Campania e le associazioni di categoria per l’erogazione del contributo pubblico sulle prestazioni ambulatoriali, domiciliari e semiresidenziali. La Funzione Pubblica della Cisl mette le mani avanti ed annuncia di adire le vie legali nel caso si decidesse di procedere a stanziamenti uguali per tutti, tra chi applica il contratto nazionale di lavoro del settore e chi non lo rispetta pagando i dipendenti anche il 50% in meno.

«I soldi pubblici – dice il leader della federazione Lorenzo Medici – sono soldi dei cittadini, e non possono essere erogati a tutti in misura uguale se non si rispettano le norme imposte dai contratti. Non è pensabile che chi dà al personale la metà di quanto danno gli altri, lucrando un profitto nettamente superiore, debba riscuotere la stessa tariffa dal Servizio Sanitario Regionale. Non si tratta solo di illegittimità, siamo davanti ad un fatto non lecito sul piano etico, per il quale dichiariamo la nostra volontà di rivolgerci alla magistratura per fare giustizia».

Il comitato di giustizia contrattuale spiega che nell’erogazione delle somme si fa la media di tre contratti (Aiop, Anffas e Aias) e si attribuisce il risultato a tutti. Significa che chi applica il contratto Aiop, ovvero 64 centri su 140 viene penalizzato, chi applica gli altri due lucra. Addirittura i primi vengono puniti del 4,30%, gli altri guadagnano molto di più. Conclude Medici: «Chi danneggia i lavoratori viene premiato dalla Regione. E la giustificazione è che si è sempre fatto così. Come dire che se il reato resta impunito si può continuare a commettere. Vigileremo come federazione su cosa accadrà, per evitare che si consumi legalmente il dumping contrattuale».

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