De Luca in missione da Conte: stop al commissario per la sanità in Campania

Martedì 16 Luglio 2019 di Ettore Mautone
Una lunga maratona andata avanti fino a tarda sera, quella che si è svolta di ieri a Roma, a Palazzo Chigi, tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Fari puntati sulla Sanità, i livelli di assistenza, lo snodo del commissariamento e l'autonomia differenziata.
 
A chiedere il colloquio è stato il governatore della Campania dopo alcuni incontri pubblici in cui lo stesso premier Conte aveva chiesto di approfondire i temi proposti da De Luca. Quest'ultimo ha certificato che la Campania ha raggiunto l'equilibrio di bilancio e risultati nella griglia Lea (livelli essenziali assistenza) che rendono non più sostenibile, per ragioni tecniche, il commissariamento della Sanità campana. Ribadita la necessità di una decisione rapida anche in vista delle prossime riunioni di tavoli tecnici nazionali su questa questione. De Luca ha anche illustrato i contenuti del documento inviato al ministri degli Affari Regionali relativo al tema dell'autonomia differenziata delle Regioni. Il governatore ha rapidamente illustrato i contenuti per i quali la Campania dichiara la piena disponibilità per una battaglia dell'efficienza ma nel quadro dell'Unita nazionale e di una tutela corretta degli interessi delle comunità meridionali come previsto dalla Costituzione. Il presidente del Consiglio, riferiscono dalla Regione, «ha confermato di voler approfondire nel merito le questioni sottoposte in un clima di rispetto reciproco e di assoluta correttezza istituzionale».

Una tappa interlocutoria, di avvicinamento al tavolo interministeriale di verifica trimestrale del piano di rientro in programma con Salute ed Economia il 25 luglio a Roma. De Luca reclama una svolta sulla sanità campana per imboccare la strada della fuoriuscita dal tunnel del commissariamento dopo 10 anni di regime speciale che ancora vincola la Regione, nonostante il pareggio dei conti per sette anni consecutivi, a stringere la cinghia su investimenti e spesa. Nella pagella che misura l'efficienza (Lea) la Campania nel 2017 (ultimo dato disponibile) nonostante abbia recuperato 25 punti sull'anno precedente è ancora a 153 punti, dunque sotto la soglia di sufficienza fissata a 160. La richiesta è di tenere conto però del flusso dei dati relativi all'attualità e dunque aggiornare i parametri al 2018. In base alle proiezioni regionali (i dati reali sono conosciuti solo dai ministeri) la Campania avrebbe raggiunto quota 170.

Più volte De Luca ha fatto presente che la Campania non è più disposta a fare accattonaggio istituzionale e che la sua linea sarebbe stata quella della dura presa di posizione, anche giudiziaria, se alla Campania fosse negata questa realtà. La consuetudine vuole però che, almeno fino a novembre prossimo, si proceda al consolidamento del consultivo del 2017. I margini di manovra politica per De Luca sono stretti nelle maglie dei rapporti istituzionali e politici con la maggioranza giallo verde. Da una lato c'è il ministro della Salute Giulia Grillo che non intende fare sconti sul doppio ruolo di governatore e commissario per la Sanità di De Luca. Dall'altro c'è il sottosegretario all'Economia Massimo Garavaglia, delegato ai Piani di rientro, convinto della necessità di superare i commissariamenti e garantire le autonomie delle Regioni. Un tira e molla tutto interno al governo gialloverde che incrocia anche le posizioni della Conferenza Stato-Regioni impegnata ad approvare il nuovo Patto per la Salute e che approda nel campo minato del progetto autonomista. Qui De Luca ha giocato d'anticipo depositando, nei giorni scorsi, una proposta anche sulla perequazione del gettito fiscale tra le Regioni superando la spesa storica per fare posto ai Livelli essenziali delle prestazioni. E nell'agenda di fine luglio per De Luca c'è anche la scelta dei nuovi manager di Asl e ospedali. © RIPRODUZIONE RISERVATA