VINCENZO DE LUCA

Comunali 2021, De Luca sfida il Pd:
«Il destino di Napoli nelle mie mani»

Sabato 9 Gennaio 2021 di Luigi Roano
Comunali 2021, De Luca sfida il Pd: «Il destino di Napoli nelle mie mani»

Il governatore Vincenzo De Luca lancia l'Opa su Napoli e boccia l'alleanza tra il Pd - il suo partito - e il M5S. Rompe gli indugi e scende in campo pesantemente sulle amministrative di primavera chiarendo che «la battaglia per Napoli» se la può intestare solo la Regione «perché unica Istituzione che riesce a interloquire con il Governo. E con un debito come quello di Napoli senza l'aiuto della Regione la città non si risolleverà». Il governatore allunga davvero le mani sulla città e lo fa anticipando a gamba tesa, l'iniziativa intrapresa dal segretario metropolitano del Pd Marco Sarracino e dal presidente dei dem Paolo Mancuso. I due lunedì incontreranno i parlamentari napoletani del Pd Lello Topo, Paolo Siani, Valeria Valente e Sandro Ruotolo «per iniziare a tracciare la strada in Parlamento» che dovrà portare a una legge speciale per Napoli.

Una mossa - quella del governatore - che suona così: caro Pd io sono contro l'alleanza con il M5S per Napoli, ho vinto senza i grillini in Regione e questo modello è replicabile anche nel capoluogo. Uno strappo vero e proprio perché giova ricordare che i dem napoletani e il M5S addirittura con il Presidente della Camera Roberto Fico - potenziale candidato sindaco di Napoli - da mesi lavorano sulla legge speciale. L'invasione di campo di De Luca è inequivocabilmente una mossa per stopparla. Una stilettata a Sarraccino e Mancuso con i quali i rapporti sono formalmente corretti ma politicamente sfilacciati. De Luca - invece - si vanta di avere un buon rapporto con il leader Nicola Zingaretti. E fa trapelare i nomi di due candidati per lui potabili: Umberto De Gregorio presidente dell'Eav non un uomo di partito. E il ministro Vincenzo Amendola, piddino puro, personalità che potrebbe unire il partito ma lascerebbe fuori dalla porta il M5S. Sarracino - pur essendo giovane è un buon incassatore - e lascia la replica al governatore a Francesco Dinacci coordinatore metropolitano di Articolo 1 - che fa parte dell'alleanza di Governo - e che con Sarracino ha un rapporto solido. «Per le amministrative di Napoli - racconta Dinacci - bisogna andare avanti sull'asse M5S e centrosinistra. Il modello regionali non c'è. Piuttosto da De Luca ci si aspetterebbe un contributo diverso: rifletta meglio su come la Regione possa essere più utile a Napoli senza cadere nello sterile teatrino di scontro con il Sindaco» Dinacci poi conclude: «La fase di de Magistris è politicamente chiusa. La Regione è più credibile se si rispetta la centralità e l'autonomia della città metropolitana di Napoli».


IL GOVERNATORE
De Luca come ogni venerdì utilizza il canale fb per lanciare messaggi. Da qui annuncia «l'impegno che dovrà assumere la Regione per Napoli che va al voto» e dice: «La Campania dovrà assumere la bandiera per la battaglia per Napoli, la dobbiamo assumere noi perchè oggi siamo l'unica istituzione che ha la forza per interloquire con il Governo nazionale e con il Parlamento, anche se dobbiamo chiedere nuove risorse per la città data la situazione di disastro finanziario nella quale versa il Comune». Quindi ammonisce: «Questa battaglia dovrà farla la Regione in prima linea altrimenti rischia di essere perduta. Dobbiamo garantire a Napoli tutte le risorse necessarie per una rinascita». L'affondo finale è il più esplicito: «Nell'ambito della battaglia per avere risorse per il sud, noi sentiamo sulle nostre spalle un peso ed un dovere in più: fare una seconda battaglia per caricarci la prospettiva e il destino di Napoli». Vedremo questo scontro interno ai dem e all'alleanza come finirà. Da De Luca che sogna una Napoli deluchizzata, al sindaco de Magistris che sembra avere già un piede lontano dalla sua città.


IL CALABRESE
«È una scelta politica e anche personale ma ci sto seriamente pensando anche perchè coincide con la fine del mio secondo mandato e da uomo del Sud non mi dispiacerebbe dare un contributo a quella terra che amo molto». Così l'ex pm a Canale 21: «L'idea di unire il Sud è una bella cosa e io sono un meridionalista convinto. È una sfida particolare affascinante, difficile, fatta di passione, dedizione ma anche di rischi».

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