LUIGI DE MAGISTRIS

Comunali a Napoli. DeMa libera la squadra: niente patti su Clemente

Giovedì 12 Agosto 2021 di Luigi Roano
Comunali a Napoli. DeMa libera la squadra: niente patti su Clemente

Il sindaco Luigi de Magistris «libera tutti» da ogni vincolo politico e di fedeltà, vale a dire che gli assessori della giunta - e anche i consiglieri comunali arancioni quei pochi rimasti - possono trovare altre case politiche e proseguire la loro carriera in questo mondo dove meglio si sistemano. Un tradimento ad Alessandra Clemente lanciata dallo stesso Pm a candidata sindaco ormai più di 4 mesi fa? Il confine per definire se questa decisione sia giusta o sbagliata è molto labile. Fatto sta che è quello che viene fuori da una serie di riunioni con i reduci della sua giunta che stanno per prendere il largo e catapultarsi nella campagna elettorale, sostanzialmente quasi tutti nel centrosinistra e nel M5S. L'esordio del sindaco - stando a quello che trapela - sarebbe stato questo: «Io voto Alessandra Clemente», un'affermazione forte alla quale però de Magistris ha fatto seguire una serie di «ma» densi di dubbi. Cosa significa? In buona sostanza de Magistris voterà la sua candidata, ma sulla campagna elettorale piazza un bel punto interrogativo.



De Magistris si sarebbe aspettato che la Clemente fosse più inclusiva e meno divisiva. Nella sostanza, se tutti gli assessori propendono per altre sponde politiche rispetto all'unica candidata arancione - questo il ragionamento - qualcosa significa. Non un fulmine a ciel sereno. Va ricordato che l'ex pm ha le sue responsabilità su fuggi fuggi arancione. Già l'annuncio volutamente prematuro della candidatura della Clemente - fatto per anticipare gli avversari e cercare di sedersi al tavolo del centrosinistra con un suo candidato - di circa 4 mesi fa, fu passo falso per la Clemente poi sedotta e abbandonata. I segnali negativi all'interno della squadra del sindaco su quella candidatura arrivati non sono stati tenuti in conto. Perché il suo movimento demA si spaccò subito. Si ricorderà che un pezzo importante nell'economia politica arancione - Insurgencia - prese subito le distanze tanto che si dimise l'assessora alla Cultura Eleonora De Majo e con l'intero gruppo demA si sfilò dalla partita, tranne Claudio Cecere che pure qualche tentennamento lo ha avuto. Per Insurgencia in particolare se si doveva puntare su un giovane il candidato era uno solo: Ivo Poggiani, presidente della Terza Municipalità eletto con la casacca di demA. E oggi anche lui in uscita. In questo contesto nasce la candidatura della Clemente. E i dubbi di de Magistris sono tali che anche la lsta demA - di sua diretta emanazione - potrebbe non figurare nell'elenco di quelle che appoggiano la Clemente. Si spiega anche così la fuga di Ciro Borriello - assessore allo sport - verso il M5S, ed era l'unico a essere in qualche modo rimasto vicino alla Clemente: «Sto di qua con la bandiera in mano dell'ultimo Giapponese» ha raccontato agli amici una settimana fa prima di sbarcare a Roma dal Presidente della Camera Roberto Fico.

L'ex pm - questo il racconto di quelle riunioni - non vuole perdere il patrimonio di rapporti politici e personali lasciati in eredità alla Clemente. Lui un piede a Napoli ce lo vuole sempre tenere. È impegnatissimo in Calabria dove sta correndo per la presidenza di quella Regione, ma Napoli resta centrale. Una delle novità riguardo alla sua giunta è che ha chiesto all'assessore al Lavoro Giovanni Pagano di seguirlo. E per capire come stanno le cose lo stesso Pagano un giretto con il sindaco di qualche giorno in Calabria è intenzionato a farselo. Magari come ufficiale di collegamento arancione sull'asse Napoli-Reggio Calabria. Dove male che vada de Magistris un posto in Consigliere regionale dovrebbe acciuffarlo.

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