Napoli, al Pride sfida elettorale: partecipano 4 candidati, solo Maresca si smarca

Domenica 4 Luglio 2021 di Valerio Esca
Napoli, al Pride sfida elettorale: partecipano 4 candidati, solo Maresca si smarca

La campagna elettorale irrompe al Pride. In una piazza Dante gremita e dai mille colori ci sono quasi tutti i candidati a sindaco: Gaetano Manfredi, Alessandra Clemente, Antonio Bassolino e Sergio D'Angelo. Assente solo Catello Maresca, di ritorno da Siena e impegnato ieri pomeriggio a Palazzo Reale per la presentazione del suo libro. Un silenzio che suona come un segnale al centrodestra, che a giorni dovrebbe sciogliere le riserve sull'appoggio alla sua candidatura. La Lega, suo principale sponsor, ha chiesto alcune modifiche al Ddl Zan, che al momento bloccano l'approvazione in Parlamento.


L'affondo al leader del Carroccio Matteo Salvini arriva proprio da Alessandro Zan, ieri a Napoli per il Pride: «Non possiamo finire come l'Ungheria e la Polonia. Approvare una legge come questa significa posizionare l'Italia tra i Paesi più avanzati, non approvarla significa darla vinta a Salvini che flirta, come la Meloni, con Orban e Duda e con quei Paesi che stanno facendo leggi omofobe e sessiste e che stanno riducendo le libertà. L'Italia non può scivolare rovinosamente verso quei Paesi - ha aggiunto Zan - ecco perché è importante approvare questa legge. È importante che il 6 luglio si voti al Senato per far uscire la legge dalle pastoie, dalle sabbie mobili in cui la commissione Giustizia l'ha tenuta con il suo presidente il leghista Ostellari, per farla arrivare in aula dove alla luce del sole tutti i partiti si assumeranno la responsabilità di votarla o meno». In piazza anche Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, ieri a Napoli accompagnata dalla cantante Paola Turci. «Questa non è una piazza da schizzati come ho sentito dire da alcun persone appartenenti alle istituzioni, è una piazza colorata - spiega Pascale - bellissima, pacifista, che ha voglia di diritti». Ad inaugurare la giornata il ricordo del Pride del 1996, la prima manifestazione Lgbt del Sud Italia di cui ricorrono i 25 anni. Tra gli interventi, particolarmente apprezzati, quello di Vladimir Luxuria e di Arisa, madrina dell'evento.

 

«È una battaglia di tutto il Paese ma a Napoli ha un sapore diverso perché questa è sempre stata la città dell'inclusione e dei diritti e dunque è importante che questo impegno e questo messaggio a tutta l'Italia parta da qui» sottolinea Gaetano Manfredi, candidato sindaco del centrosinistra Pd-M5S. Al suo fianco il segretario provinciale Marco Sarracino. «Mai come quest'anno - spiega Sarracino - il Pride è diventata la sfida anche del Pd nazionale, l'approvazione del Ddl Zan segnerebbe un nuovo traguardo fondamentale nella tutela dei diritti civili».

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«Bisogna approvare subito il Ddl Zan - rimarca poi Alessandra Clemente, assessore ai Giovani del Comune e candidata sindaco per il movimento demA - Napoli in questi anni è stata una città coraggiosa, coerente e credibile sul tema dei diritti ed ha creato con la comunità Lgbt una fortissima comunione e condivisione». «È davvero con piacere che sono qui oggi, come a tutti i Pride dal 1996, e in un momento anche particolare quando è in discussione in Parlamento la legge Zan e il mio augurio è che venga approvata nei tempi giusti e più rapidi possibili evitando il rischio che si debba ricominciare daccapo».

Così Antonio Bassolino, candidato sindaco indipendente, che ricorda il primo Pride sotto la sua guida di sindaco 25 anni fa. «È nostro dovere partecipare ed essere vicini a queste comunità sempre in lotta per vedere garantire i propri diritti» sostiene invece Sergio D'Angelo, candidato a sindaco con tre liste civiche di sinistra. Al Pride anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. «Oggi siamo qua per dire al Parlamento che non deve avere tentennamenti, che l'Italia è un Paese laico e che al centro ci sono le persone e i diritti di tutti e tutte». Gianluca Daniele, responsabile della Fondazione Di Vittorio, invece rimarca: «Il Paese è di fronte ad una battaglia di civiltà, che andrà superata nel più breve tempo possibile, con l'approvazione del Ddl Zan».
 

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