Comunali a Napoli. M5S modello Mastella, alleati e nemici del Pd nei quattro capoluoghi al voto

Sabato 31 Luglio 2021 di Adolfo Pappalardo
Comunali a Napoli. M5S modello Mastella, alleati e nemici del Pd nei quattro capoluoghi al voto

Alleanze variabili modello centrista ma in salsa grillina. Eccolo il nuovo modello dell'M5s campano: alleato con il Pd a Napoli e Benevento, contro a Salerno e ancora indecisi a Caserta. È il quadro variegato dei patti stilati in vista del voto nei quattro capoluoghi. Un po' di qua, un po' di là con i militanti locali, accade in ogni capoluogo, spaesati e perennemente in subbuglio per le scelte fatte esclusivamente dai vertici.

E proprio i meet-up, il vecchio cuore pulsante del movimento di Grillo, minacciano di mettere in campo altri candidati. A Napoli e Salerno. Mentre a Caserta proprio due giorni fa, dopo la ribellione della base, i grillini hanno deciso di ripensarci sopra al ventilato appoggio per il democrat Carlo Marino. Un universo variegato, insomma.

Appena domenica scorsa il governatore De Luca, dal palco della festa dell'Unità di Napoli, ha inaspettatamente aperto ai grillini sul modello partenopeo. Non un'alleanza temporanea tra democrat ed M5s come è stato fatto per la candidatura di Gaetano Manfredi ma qualcosa di più stabile e duraturo. Magari iniziando da palazzo Santa Lucia per poi declinare il laboratorio sulle prossime politiche.

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L'M5s, quello a trazione Di Maio, per ora è rimasto alquanto freddo rispetto ai corteggiamenti di De Luca ma non ha chiuso. Vedremo. Ma altrove, negli altri tre capoluoghi, il risiko è molto più frastagliato. A cominciare da Salerno, proprio la roccaforte del governatore, dove i vertici grillini non ci stanno affatto ad appoggiare Enzo Napoli, il sindaco dem uscente e superfedelissimo di De Luca. E proprio oggi i parlamentari M5s Cioffi, Provenza e Tofalo ufficializzeranno il patto per appoggiare Elisabetta Barone, preside ed esponente dell'Azione cattolica locale, candidata con una coalizione che vede assieme delusi del Pd a trazione deluchiana riuniti in Salerno città aperta, Articolo Uno ed altre civiche. Ma anche qui, come Napoli, la base è in subbuglio, ed ha deciso di mettere in campo un altro nome contro la decisione dei vertici. Ma il simbolo grillino, a meno di ulteriori terremoti, andrà a supporto della Barone.

Situazione complicata, anzi complicatissima, a Benevento dove il sindaco uscente Clemente Mastella accusa i grillini, un giorno sì e l'altro pure, di trasformismo («Pur di essere contro di me voterebbero anche uno al 41 bis», ha tuonato l'altro giorno nel corso di una intervista sulle pagine del Mattino) per non averlo appoggiato. L'ex ministro, infatti, per la sua Benevento sognava una grande coalizione sul modello regionali e Napoli, contando sull'asse di ferro firmato con il governatore De Luca. Ma niente da fare: i democrat locali si sono impuntati e a gennaio hanno deciso di sostenere, con i grillini, la candidatura a sindaco di Luigi Diego Pirofano contro i voleri del segretario regionale Pd Leo Annunziata, altro fedelissimo del governatore, che l'altro giorno è arrivato a Benevento per spingere i suoi su Mastella. Con il risultato che nella città delle streghe i partiti si sono spaccati. Da Forza Italia che sostiene Mastella e non il nome che sceglieranno Lega ed Fdi mentre dei sei consiglieri comunali uscenti democrat, metà è con l'ex ministro della Giustizia mentre l'altra metà è alleata con i grillini. Insomma, un pastrocchio ma almeno qui la base grillina non è in subbuglio e plaude all'alleanza con il Pd sannita.

A Caserta, invece, l'M5s non ha ancora deciso nonostante il voto sia dietro l'angolo. Prima una strizzatina d'occhio all'uscente democrat Carlo Marino, poi a Carlo Vignola, espressione dei movimenti e ben visto dai meet up locali. Scontro tra i parlamentari M5s di Terra di Lavoro e la base che li accusava di flirtrare con il Pd. Risultato? Marcia indietro dei primi costretti a smentire i retroscena.

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