Comunali a Napoli. Manfredi, ecco il piano: «Lungomare pedonale e basta rifiuti all'estero»

Mercoledì 1 Settembre 2021 di Adolfo Pappalardo
Comunali a Napoli. Manfredi, ecco il piano: «Lungomare pedonale e basta rifiuti all'estero»

«Occorre ritrovare una straordinaria normalità». Quando Gaetano Manfredi illustra il suo programma insiste più volte su questo punto. Come a dire che, anzitutto, in caso di vittoria si parte dalle cose normali, «dai bus e dai treni in orario come accade altrove perché così si creano le occasioni di sviluppo». Niente progetti roboanti ieri alla presentazione del programma ma, anzi, in testa per i primi 100 giorni di sindacatura ha un solo obiettivo: «La riorganizzazione della macchina comunale per accendere subito il motore: perché ora il Comune è un palazzo vuoto ma la città ha urgente bisogno di essere amministrata». E per questo serve «una giunta di alto profilo: metà di tecnici, metà politica», aggiunge.


L'AFFONDO
Il Comune mezzo vuoto è una sciabolata finale che arriva a de Magistris. Anche se non è la sola. A Manfredi, infatti, non è affatto andato giù come il sindaco abbia dato l'ok ai rifiuti provenienti da Roma dal 4 ottobre a fine anno. «Sono sorpreso dalla decisione. Indipendentemente dal merito della questione decidere di fare una cosa che impegna l'amministrazione successiva non mi è parsa una scelta efficace. Sulla gestione dei rifiuti - aggiunge - penso ci debba essere un coinvolgimento dei sindaci dei luoghi in cui si trovano gli impianti perché solamente attraverso la condivisione riusciremo ad andare avanti nell'interesse di tutti». E poco prima, sempre parlando del ciclo dei rifiuti, notava che ora di finirla «con l'immondizia che mandiamo in giro per il mondo. Mai più». Anche perché «i rifiuti possono essere una risorsa e si può immaginare l'area metropolitana come un grande distretto di economia circolare, che sfrutti la cosiddetta materia seconda e che crei posti di lavoro. A cominciare dall'umido perché - spiega - costa moltissimo portarlo fuori e perdiamo un'opportunità economica. Realizzare un biodigestore con tecnologie di ultima generazione invece significa fare qualcosa di ecologico e sostenibile».

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LA RIORGANIZZAZIONE
In cima a tutto la riorganizzazione, da fare entro i primi 100 giorni. «Il Comune in questo momento è un palazzo vuoto e bisogna rimettere al lavoro i dirigenti per ripartire con gare pubbliche e delibere. La città ha bisogno di essere amministrata. Anche se - puntualizza - bisogna anche sfatare il mito che non si lavori in quelle stanze: spesso bravi impiegati o dirigenti non sanno cosa fare. Per questo serve un'amministrazione». Sul piano politico, invece, «ci sarà una giunta di alto profilo, composta da tecnici e politici, perché a Napoli ci vuole più competenza e più politica. Questa è la fase della costruzione. Serve un progetto, ma anche i costruttori».

LO SVILUPPO
«La città ha bisogno di crescita e lavoro per invertire la rotta rispetto ai dati drammatici che abbiamo oggi. Per attrarre investimenti si punta - spiega il candidato sindaco di centrosinistra - alla transizione digitale ed economica, partendo dalle potenzialità del territorio, a cominciare dal porto, che ha una vocazione turistica, commerciale e cantieristica, spingendo sulla leva della Zes». Poi dal porto si passa al turismo usando l'assist della riqualificazione del molo San Vincenzo: «per farne attracco di maxi yacht, che vengano qui non solo a Capri». «Ho notato che i visitatori sono tornati ma è un turismo povero - dice - mordi fuggi. Dobbiamo raccogliere flussi di qualità, targettizzati su arte, musica, cibo pensando anche alla dimensione metropolitana con offerte integrate con isole, le Costiere, Pompei, il Vesuvio. Non possiamo essere un luogo di smistamento per turisti che vanno altrove». Attenzione anche al turismo in città «che deve essere di qualità: ormai il centro storico è diventata una friggitoria a cielo aperto...». Mentre sul Lungomare liberato di de Magistris aggiunge: «Pieno di tavolini e macchine non ci piace troppo. È buona l'idea di un Lungomare dei cittadini ma non deve essere un simbolo ma un pezzo di un progetto. Non ho un approccio ideologico ma occorre rivedere qualcosa...».

I TRASPORTI
«Abbiamo tanti binari e pochissimi treni: serve riorganizzare il sistema di trasporto urbano altrimenti è inutile avere solo bellissime stazioni della metropolitana», aggiunge Manfredi che auspica di «ultimare l'anello della metro e la linea 6 e mettere in esercizio tutti i treni che servono». «Cose normali - puntualizza - in qualsiasi parte del mondo che dobbiamo fare anche qui». E sul lavoro puntualizza che serve creare le condizioni: «Vanno incentivate - spiega - le aziende che portano a Napoli uffici di vertice e ricerca, non possiamo essere solo luogo di braccia, serve invece che governo e Confindustria non desertifichino il Sud, l'unica parte d'Italia che può crescere».
 

Ultimo aggiornamento: 2 Settembre, 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA