Comunali a Napoli, Manfredi al Mattino: «Sugli assessori decido io, voglio le migliori energie»

Martedì 14 Settembre 2021 di Luigi Roano
Comunali a Napoli, Manfredi al Mattino: «Sugli assessori decido io, voglio le migliori energie»

Primo forum de Il Mattino sulle elezioni del 3 e 4 ottobre con il candidato sindaco del centrosinistra, di Pd e M5S Gaetano Manfredi.

Professor Manfredi candidarsi a sindaco significa avere un rapporto con i napoletani. Sappiamo che è un uomo di scienze ci racconta anche chi è il Manfredi della quotidianità?
«Molti mi vedono come un ricercatore, un professore, ma sono assolutamente una persona normale, che ha fatto lo stesso percorso di molti. Sono partito da una famiglia borghese, ho studiato, mi sono sempre dedicato alla ricerca. Ho una moglie che è medico e lavora in un ospedale pubblico, ho una figlia che studia economia. Una famiglia come tante che però mi ha sempre visto poco. E se sarò eletto sindaco mi vedrà ancora di meno. Amo il cinema, mi piace leggere, amo viaggiare e credo che sia un modo per conoscere il mondo com'è e oggi in un mondo globale, questa è una caratteristica molto importante».

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I leader del centrosinistra che l'appoggiano vengono spesso a Napoli, ma la vera domanda è: a che punto è il Patto per Napoli da lei voluto?
«C'è grande attenzione dal Governo, si sta valutando insieme ai leader politici quelli che sono gli strumenti migliori per dare una risposta a due cose che sono fondamentali: il reclutamento del personale, abbiamo bisogno di competenze, soprattutto per poter utilizzare le risorse del Pnrr, altrimenti la città non sarebbe in grado di spendere queste risorse e poi fare un intervento finanziario per garantire e quindi riequilibrare i conti del Comune».

Ha rinnovato l'appello alle eccellenze napoletane che stanno anche nello Stato, ma lontano da Napoli, a dare una mano alla città. Che squadra sarà la sua se sarà eletto?
«Di alto livello, il quadro di Napoli è di una grande complessità, abbiamo bisogno di più competenza e più politica. Nella mia squadra ci saranno delle persone molto competenti soprattutto su quelli che sono i settori chiave come il bilancio, le infrastrutture, la scuola. Chi rappresenterà la parte politica, invece, dovrà avere quello spessore che ci consenta di gestire degli anni, che saranno molto difficili ma volti al miglioramento della città».

Insomma userà il manuale Cencelli?
«No, mi sono candidato per dare una mano e credo sia giusto avere una rappresentanza della politica che deve lavorare assieme alla parte tecnica».

Nella sua alleanza larga ci sono due partiti - Pd e M5S - che competono per essere primi nella coalizione su chi cadrà la scelta del vicesindaco?
«Non è in vantaggio nessuno. La figura del vicesindaco è una figura importante, ma rientra in un equilibrio complessivo della giunta, sia dal punto di vista di genere che delle competenze e chiaramente deve essere un ruolo di garanzia per il sindaco».

Il laboratorio politico Napoli vede il M5S appoggiare a Napoli lei, mentre domenica a Salerno il ministro Di Maio è andato a fare campagna per la candidata grillina. Come gestirà questa situazione?
«L'esperienza Napoli è positiva la base elettorale è compatta sia nel Pd che nel M5S che nel resto delle liste. L'accordo politico non deve essere di vertice ma di base. E in questa base c'è sintonia. L'esperienza napoletana sono fiducioso che possa fare da apripista per un fronte del centrosinistra ampio in una competizione futura che sarà necessariamente bipolare».

Come difenderà la sua indipendenza dal governatore Vincenzo De Luca?
«Il presidente De Luca rappresenta la Regione, io rappresento Napoli e la città metropolitana, il 60% della popolazione regionale, quindi le decisioni che si prenderanno sul tema degli investimenti saranno discusse insieme con l'unico scopo di garantire i migliori servizi ai cittadini napoletani e campani e trovando una soluzione che tuteli gli interessi della città: la mia indipendenza è nei fatti. Mi sono candidato per fare delle cose la mia non è una attività politica in astratto».

Non dovesse essere eletto sindaco rimarrà in Consiglio comunale o tornerà all'Università?
«Resterò in Consiglio».

Trasporti e rifiuti sono la disperazione dei napoletani come affronterà questi problemi? È per una azienda unica regionale per i trasporti?
«Dobbiamo distinguere, ci sono norme diverse per la gomma e per il ferro. Per quello che riguarda il trasporto su ferro un conto è la rete e un altro è l'esercizio della rete. Ci sono norme europee che richiedono le gare. Dobbiamo trovare il modo per una integrazione tra Governo, Regione e Comune perché bisogna ragionare su scala metropolitana. Ma sulla metropolitana voglio l'allungamento degli orari di esercizio».

E sui rifiuti?
«Abbiamo la necessità di assumere per poter curare l'igiene della città. Lo smaltimento è problematico perché mancano gli impianti a iniziare da quelli di compostaggio per l'umido e poi bisogna ammodernare gli Stir».

Il lungomare sarà chiuso sette giorni su sette o ha altre soluzioni?
«Non bisogna essere ideologici. A me piace il lungomare senza il traffico e le auto, ma non escludo che in alcuni giorni o in alcune ore della settimana possa essere aperto al traffico».

Quale sarà il suo rapporto con i privati? La Villa Comunale senza il loro apporto è diventata un deserto.
«Dove sono intervenuti loro o il terzo settore sono state date risposte concrete ai cittadini. Il rapporto con loro sarà importante. Dobbiamo avere procedure trasparenti. Categorie come quelle degli albergatori e dei commercianti nella gestione di alcuni pezzi di città possono dare una mano con l'obiettivo principale che deve essere il bene comune».

Lei non ha partecipato al confronto organizzato da Il Mattino con i candidati Alessandra Clemente, Catello Maresca e Antonio Bassolino asserendo che non c'erano le condizioni di serenità per partecipare. Ce l'aveva con qualcuno dei suoi avversari? O sarebbe stato meglio dire che è in vantaggio e quindi era meglio non partecipare al confronto?
«Faccio una considerazione di ordine generale e di solito chi è in vantaggio non partecipa al confronto. In questa campagna elettorale mi sarei aspettato un dibattito più intenso sui temi, sulla città. Ma grandi dibattiti non ne ho visti. Non c'è volontà di confronto sui temi, ma volontà di scontro personale che non mi appartiene».

I sondaggi - che vanno presi con le molle - la danno in vantaggio con il 47,4 dei consensi: pensa sia possibile vincere al primo turno?
«Io credo nella vittoria e vedo in città un grande consenso, se la vittoria arrivasse al primo turno - come mi auguro - ci metteremo prima al lavoro per risolvere i tanti problemi di Napoli. Io sono preoccupato dall'eredità che troverò in Comune. Il bilancio non approvato può portare al commissariamento. Non posso incidere politicamente, mi appello al senso di responsabilità dell'attuale Consiglio comunale. Senza bilancio non potremmo assumere i vigili entro il primo ottobre».

In un eventuale ballottaggio Bassolino sembra essere il candidato più competitivo.
«Per me un avversario vale altro, se dobbiamo guardare i sondaggi questi dicono che io sono vincente anche al ballottaggio».

Bassolino viene dalla famiglia del centrosinistra potrebbe avere un ruolo se lei dovesse vincere?
«Dopo le elezioni, in un progetto politico futuro, non ci vedrei nulla di male se Bassolino ne facesse parte».
 

Ultimo aggiornamento: 17:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA