Regionali Campania 2020, Renzi a San Giorgio: «Mica mi tirate l'acqua come a Di Maio, vero?»

Giovedì 17 Settembre 2020 di Francesco De Sio

«Non mi fate il gavettone come a Di Maio, vero?». Inizia con una battuta rivolta ai dipendenti comunali del piano superiore il tour sangiorgese di Matteo Renzi. Il riferimento del leader di Italia Viva alla disavventura occorsa al ministro degli Affari esteri, centrato da una secchiata d'acqua durante la visita dell'altro ieri in via Botteghelle, ha strappato una risata a tutti gli astanti. Dalle fonderie di Villa Bruno, l'ex Premier ha sostenuto la candidatura del sindaco Giorgio Zinno in vista delle elezioni amministrative di domenica e lunedì. Un comizio condotto stamattina in maniera brillante che ha raccolto il pieno consenso degli oltre cento presenti su invito, regolarmente distanziati in platea in ottemperanza alle norme anti-Covid. Sul palco anche Ettore Rosato, coordinatore del partito nonché vicepresidente della Camera, e l'onorevole Gennaro Migliore. I vertici nazionali di Italia Viva appoggeranno la candidatura della lista a San Giorgio, capeggiata dal presidente del consiglio comunale Giuseppe Giordano.

Dopo gli onori di casa del primo cittadino Zinno («Italia Viva è parte integrante del progetto cittadino, noi a differenza degli altri ragioniamo sui fatti»), Renzi ha preso la parola rivolgendosi in particolare ai due 18enni candidati consiglieri della lista locale, i più giovani dell'intera tornata elettorale: «È una soddisfazione vedere il partito come una scuola di formazione - ha affermato -. La politica è una cosa bella, ditelo anche ai populisti». Inevitabili i riferimenti al panorama politico nazionale: «Il nostro obiettivo è quello di creare posti di lavoro e far ripartire l'economia, quasi sempre a braccetto con il Pd, che a volte però prende delle sbandate per i Cinque Stelle. Rosato invece non riesce a innamorarsi di Di Battista - scherza Renzi -. Salvini voleva prendere i primi poteri, andare a votare e diventare premier con Giorgia Meloni sua vice e magari un Presidente della Repubblica sovranista per portare l'Italia fuori dall'Europa. La divisione di oggi è tra chi crede nell'Europa e chi crede nel sovranismo».

Infine sull'attualità: «Senza Mes e Recovery Fund l'Italia non riparte, abbiamo bisogno di soldi per la sanità, se no qui si muore. Di Maio? È un bene che utilizzi l'aereo di Stato, quello che attribuivano a me e che ora usano anche loro, per andare in Francia agli incontri istituzionali, così risparmia tempo che può utilizzare per arrivare preparato. Per fare politica ci vuole gente che studi, non bisogna solo fare populismo. Abbiamo bisogno di giovani che conoscano, che viaggino per l'Europa per poi tornare qui a costruire. Basta con la retorica, siamo cittadini del mondo, il Sud Italia ha potenzialità pazzesche, purché la si smetta di piangersi addosso. Chi dice di no al Mes va contro il proprio paese, mentre il mondo sovranista strizza l'occhio ai neofascisti. Non mettiamo la storia del Pd in mano ai giustizialisti pentastellati. Non voglio morire leghista - conclude il leader di Italia Viva - ma non voglio nemmeno vivere da grillino». 
 

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Ultimo aggiornamento: 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA