Comune di Arzano sciolto per camorra: assolti ex sindaco e assessori

Domenica 21 Febbraio 2021 di Marco Di Caterino
Comune di Arzano sciolto per camorra: assolti ex sindaco e assessori

Fiorella Esposito, ex sindaco di Arzano, non ha colpe sullo scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti mafiosi. E nemmeno due assessori della sua giunta (Alessandro Merenda e Rosaria Errichiello) e un consigliere comunale Rosario Errichiello, si sono macchiati di cattiva condotta o peggio di collusioni con i clan che ancora infestano Arzano. Oltre ad assolvere i quattro, la prima sezione della Corte di Cassazione (presidente Francesco Genovose) ha annullato anche il provvedimento di incandidabilità scattato dopo lo scioglimento del consiglio. Finisce così un vero e proprio incubo per l'ex sindaco, eletta nella lista DeMa nel giugno del 2017, per poi essere sfiduciata venti mesi dopo, grazie a quattro consiglieri della lista di maggioranza «Agire» che firmarono il documento di sfiducia. « La Corte di Cassazione ha dichiarato Fiorella Esposito - mette fine a una penosa vicenda e rende giustizia non solo agli amministratori coinvolti, ma all'intera città di Arzano. Il Tribunale di Napoli nord già nel 2019 aveva smontato le accuse, perché non erano state dimostrate né verificate ma furono alla base del commissariamento del Comune».

Nella sentenza di assoluzione di primo grado del Tribunale di Napoli nord sono riportati passaggi sconcertanti sulla faciloneria con la quale la Commissione di Accesso ha costruito in modo raffazzonato le cosiddette prove contro l'allora sindaco e i suoi assessori, sottolineando che «le circostanze evidenziate dalla commissione prefettizia valutate sia complessivamente che singolarmente non sono idonee a ritenere il sindaco Fiorella Esposito responsabile delle condotte che hanno determinato lo scioglimento del consiglio comunale». La sentenza affonda poi un coltello rovente nelle prove raccolte dalla Commissione di Accesso, costruite grazie ad articoli giornalistici, libri, persino alla serie tv Gomorra, ma senza prove o contestazioni sulla cattiva condotta di sindaco e assessori».

Ebbene nonostante questa sentenza, prefettura e ministero dell'Interno fecero ricorso in Appello, che confermò la sentenza di primo grado e poi in Cassazione, con lo stesso risultato. «Il danno conclude Fiorella Esposito - è stato incommensurabile, perché oltre al pagamento delle spese legali, (21 mila euro di soldi pubblici) ai cittadini è stato inflitto un ingiusto commissariamento, ed è stato impedito di votare quattro giorni prima delle elezioni, negando un diritto costituzionale. Uno scandalo e precise responsabilità di prefettura e ministero che nessuno pagherà mai».

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