Napoli, de Magistris approva l'ultimo bilancio arancione: ci sono i soldi per assumere le maestre

Venerdì 9 Ottobre 2020 di Luigi Roano

Il sindaco Luigi de Magistris e la sua giunta approvano l'ultimo bilancio di previsione dell'era arancione. Un bilancio fatto di lacrime e sangue dovuto anche alla crisi sanitaria che ha indebolito ancora di più il settore delle entrate. Ma che risente dal debito di circa 2,7 miliardi che la giunta e il sindaco hanno accumulato in questi quasi 10 anni. De Magistris fa la voce grossa sugli investimenti, mette un miliardo. Si tratta dei fondi di tutti i progetti in campo per la città, dal Patto per Napoli di epoca renziana alle risorse della Ue che a oggi per mille motivi non risultano spesi. Di suo Palazzo San Giacomo ci mette cinque milioni a integrazione del fondo di riserva. Utili a mettere mano alle emergenze quotidiane, dalle buche agli alberi che cadono. Spicca nel bilancio la posta per assumere - finalmente - a tempo determinato le maestre di sostegno per i bimbi disabili che tanto rumore e problemi ha provocato al Comune. E la riduzione della Tari per le utenze non domestiche.

 

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Il sindaco ha deciso di non avvalersi della proroga concessa dal governo fino al 31 ottobre per approvare la manovra, questo perché «si vogliono rendere disponibili risorse aggiuntive nell'ultimo scorcio dell'anno in corso» si legge in una nota. Bilancio di previsione 2020 che si colloca «in un anno particolarissimo: nove mesi di esercizio provvisorio in conseguenza della pandemia e dei continui rinvii dei termini per l'approvazione; incertezza delle somme effettivamente attribuite all'amministrazione dal Parlamento per recuperare, almeno parzialmente, le mancate entrate; una emergenza sanitaria per affrontare la quale abbiamo utilizzato tutte le risorse a disposizione; entrate in forte calo a partire dalla contrazione delle entrate tributarie e della tassa di soggiorno». Questi punti della manovra in estrema sintesi: « Piano assunzionale riferito ad assunzioni a tempo determinato di educatrici e maestre di scuola dell'infanzia e, a tempo indeterminato, di Lavoratori Socialmente Utili e all'indizione di procedure assunzionali per funzionari amministrativi, dirigenti» e altro. Quindi la conferma dell'investimento sul welfare «anche mediante l'utilizzo di fondi europei». Poi i benefici alle tariffe Tari per le utenze non domestiche, «fra le quali le strutture alberghiere particolarmente colpite dal calo del turismo». Sul capitolo investimenti - oltre ai 5 milioni - de Magistris fa notare come «nonostante l'esiguità delle risorse proprie, vede in campo interventi per la Città per un miliardo di euro grazie alla capacità di programmazione dell'Amministrazione comunale». Il riferimento è appunto a tutte le poste aperte da almeno 5 anni. «Un bilancio - secondo la giunta - rigoroso che risente di un anno a dir poco complicato e di note difficoltà sul versante della riscossione che risentono ulteriormente degli effetti del lockdown». Quindi l'attacco al Governo che pure qualche soldino - circa 40 milioni - lo ha fatto arrivare in epoca Covid: «È davvero inaccettabile che il Governo non abbia avuto alcuna considerazione per le circa trecento città, al 70% con sede nel Sud, che sono in Piano di rientro che, anche nel 2020, devono onorare il pagamento della rata di rientro, come se nulla fosse nel frattempo accaduto».

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