Comune di Napoli, Forza Italia sconfessa Lanzotti: «Nessun aiuto a de Magistris»

Domenica 18 Ottobre 2020 di Valentino Di Giacomo

Prima la fuga in avanti di alcuni consiglieri comunali, su tutti il capogruppo Stanislao Lanzotti, poi lo stop da parte dei dirigenti nazionali di Forza Italia. Il partito di Berlusconi non aiuterà la Giunta del sindaco de Magistris per far passare il bilancio dopo la rottura tra il Pd e gli arancioni. Non ci sarà nessuna stampella, almeno non da Forza Italia e, se un aiuto al sindaco in difficoltà ci sarà, arriverà per iniziativa di singoli consiglieri e non per un indirizzo stabilito dal partito azzurro. Per risolvere la questione, dopo qualche fuga in avanti improvvida, è dovuto intervenire rapidamente l'attuale coordinatore regionale di Fi, Mimmo De Siano, costretto a chiarire la posizione ufficiale dei berlusconiani: de Magistris dovrà farcela con le proprie forze per far passare il programma di bilancio della sua Giunta. Il tentativo di una desistenza nei confronti dell'ex magistrato c'era stato dentro Forza Italia da parte del capogruppo Lanzotti, che ha poi dovuto fare marcia indietro. 

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«I nostri consiglieri comunali di Napoli - ha chiarito ieri De Siano - non resteranno in aula a far da stampella al sindaco, non legittimeranno i mille fallimenti di de Magistris. Siamo e saremo sempre e comunque all'opposizione di chi ha distrutto Napoli». Una presa di posizione urgente e necessaria dopo che venerdì il capogruppo di Fi in Consiglio comunale aveva aperto alla possibilità di collaborare. «Mi sono detto disponibile - aveva detto Lanzotti - per l'approvazione del bilancio di previsione, fondamentale strumento amministrativo, utile alla città. La nostra disponibilità è quella di restare in aula durante tutta la seduta di Consiglio, durante la quale presenteremo proposte emendative importanti». Lanzotti aveva pure fissato dei paletti da porre a de Magistris. «La prima condizione - aveva spiegato il capogruppo - è che il sindaco faccia un appello alle forze responsabili, la seconda che sostenga una serie di priorità quali il miglior utilizzo del patrimonio immobiliare e lo sfruttamento del waterfront in chiave occupazionale o il ripristino del verde in alcune aree della città come il parco Virgiliano». 

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«Il dialogo nell'interesse della città - ha risposto De Siano - è una cosa, il sostegno politico in aula è ben altro: è giustificare ed avallare dieci anni di incapacità, inefficienze e disastri. Dieci anni di totale distruzione dei servizi minimi essenziali nel sociale, nei trasporti, sulla sicurezza, di assoluta negazione dei diritti fondamentali dei cittadini». In Fi dopo le dichiarazioni di venerdì di Lanzotti si è alzato un altro polverone, in un partito dove le guerre intestine sono già all'ordine del giorno. Con la linea di De Siano c'è anche Mara Carfagna, che a Napoli siede tra gli scranni del Consiglio. Mai la vicepresidente della Camera potrebbe tollerare che il partito possa in qualche modo avallare un progetto tanto importante, come è il programma di bilancio, legittimando così l'amministrazione de Magistris. In realtà la fuga in avanti di Lanzotti - viene ora ricostruito dentro Fi - non è dettata da ragioni personali, ma era mirata a non spaccare il proprio gruppo nel parlamentino di via Verdi. L'altro consigliere comunale, Salvatore Guangi, è infatti orientato ad offrire una collaborazione a de Magistris e altrettanto sarebbe disposto a fare l'altro consigliere, nel gruppo centrista di «Napoli Popolare», Domenico Palmieri. Lanzotti ha così provato a tenere unito il gruppo, ma questo - secondo i vertici nazionali del partito - non è possibile farlo avallando le scelte del primo cittadino. Proprio sulla scorta delle iniziali intenzioni di Lanzotti, il coordinatore De Siano non ha voluto fare reprimende pubbliche nei confronti del capogruppo forzista. Chi però dovesse andare avanti sulla strada della collaborazione si troverebbe isolato dal partito, non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. De Magistris - almeno per ora - dovrà cercarsi i voti in altri gruppi a meno che Fi non finisca per spaccarsi anche a Napoli aggiungendo un ulteriore strappo ai tanti altri.

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