Comune di Napoli, flop dismissioni: 25mila case sul mercato, vendute solo 120

Giovedì 26 Settembre 2019 di Luigi Roano
Negli ultimi 4 anni a fronte di 25mila immobili messi sul mercato, per la gran parte si tratta di case Erp - acronimo che sta per Edilizia residenziale pubblica, ovvero le case popolari - dal valore stimato di 1,5 miliardi, il Comune ne ha venduti solo 124 incassando poco meno di 4,5 milioni. La gestione dell'intero patrimonio comunale - circa 65mila immobili - è affidata alla NapoliServizi, azienda interamente comunale. E cifre alla mano, fornite dalla stessa azienda, la dismissione è un flop clamoroso che si riverbererà sul bilancio in maniera pesantissima.
 
Insomma, la questione è che rischia di saltare il piano di rientro dal debito del Comune - che vale 1,8 miliardi - tarato nella sostanza solo sulla dismissione del patrimonio immobiliare. Piano che è soggetto alle verifiche della Corte dei Conti che deve valutare se effettivamente sta funzionando. Ma se non ci sono passi in avanti, come è probabilissimo guardando anche al trend storico della dismissione immobiliare, potrebbe arrivare lo stop della magistratura contabile, la bocciatura del piano. E questa volta arriverebbe non il cartellino giallo come in passato dove è bastato cambiare il piano per avere ulteriori dilazioni dalla Corte dei Conti, ma quello rosso che potrebbe significare il default per Palazzo San Giacomo.

Per capire bene l'entità dell'impatto che potrebbe avere sul futuro dell'ente il flop dismissione, bisogna dare uno sguardo ai numeri, quelli che il Comune ha piazzato nel bilancio. E si annunciano tempi duri per il vicesindaco e assessore alle Finanze Enrico Panini. Per l'anno in corso la previsione di incassi è la bellezza di 126,3 milioni. Quindi 122 milioni in più rispetto al 2018. E nel 2020 almeno altri 50 milioni. La sostanza è che al momento c'è invece un buco da 122 milioni nel 2019, atteso che nell'anno in corso non è stato fatto un solo rogito, ma ci sono solo richieste di acquisto per 29 immobili. Come nasce una previsione così sballata? Come è stato possibile immaginare un così fantascientifico incasso dalle vendite di alloggi quando il trend storico dimostra che la media delle vendite è di 20 immobili all'anno? In Comune quando hanno varato il bilancio puntavano su un mercato immobiliare in espansione, difficile capire su quali basi poggiasse questa previsione - questo il ragionamento fatto - ma dei 126 milioni al momento, e siamo a settembre, non è entrato nelle casse di Palazzo San Giacomo nemmeno un euro.

Un piano di riequilibrio cambiato più volte su richiesta della Corte dei Conti che ha sempre ritenuto che la dismissione fosse un bluff. Così, l'anno scorso, il Comune si inventò «le alienazioni straordinarie» per mantenere la dismissione nel piano, asciugando un po' il potenziale di vendita degli immobili mettendo sul mercato alloggi e cespiti in linea teorica più appetibili, e tra questi anche i cosiddetti gioielli di famiglia. Il nuovo piano, che si dovrebbe esaurire tra dicembre e l'anno prossimo, prevede la vendita di 10.907 unità immobiliari così distribuite: 1708 case, 507 tra suoli e fondi rustici, 104 poli artigianali 1398 locali ad uso non residenziale di tipo Erp e la bellezza di 7190 alloggi Erp. E ancora: «Il programma straordinario di alienazioni del primo periodo del piano di riequilibrio - si legge nella delibera - si arricchisce della prevista alienazione di due importanti cespiti, costituiti dalla rete per la distribuzione del gas naturale e dal palazzo storico del Real Albergo dei Poveri». Le novità del pacchetto vendite «sono costituite anche da «beni immobili, non ricompresi in precedenti piani di alienazione, tra cui beni già acquisiti a seguito del Federalismo Demaniale, come gli edifici ad uso residenziale confinanti alle autorimesse Anm di Posillipo, Tanucci, Cavalleggeri Aosta, Cappella Vecchia». Ma lo stato dell'arte al momento è questo: tutto quello che prevede il piano della dismissione generale e quello straordinario non ha prodotto alcun risultato. © RIPRODUZIONE RISERVATA