Il Comune di Napoli sfratta le suore di Sant'Eligio ma dimentica di avvisarle

Sabato 14 Dicembre 2019 di Paolo Barbuto

Giovedì mattina siamo andati dalle suore di Sant'Eligio per parlare dello sgombero che il Comune aveva imposto loro: le suore non ne sapevano niente e sono rimaste attonite. Ieri, quando a Palazzo San Giacomo hanno letto la notizia pubblicata dal Mattino, anche gli assessori sono rimasti attoniti perché nemmeno loro erano avvisati. Insomma l'ordinanza di sgombero è stata predisposta all'insaputa di gran parte del gruppo di lavoro del sindaco e c'è stata anche una fatale distrazione: quel documento diffuso ufficialmente lunedì scorso, non è stato mai notificato alle suore.

La notizia, esplosa con tutta la sua dirompenza, ha travolto palazzo San Giacomo. L'assessore Alessandra Clemente che ha la delega al Patrimonio e quindi all'ufficio che ha mandato l'ordinanza di sgombero alle suore, ha immediatamente telefonato a Sant'Eligio: «Mi ha detto di stare tranquilla - dice Suor Marianna - mi ha spiegato che si tratta di un errore perché lei, l'assessore, di quel documento non sapeva proprio nulla e poi siccome nessuno ci ha avvisato, probabilmente si tratta di un documento non ufficiale. Poi mi ha invitato per martedì prossimo al Comune a parlare con il sindaco per avere rassicurazioni». Suor Marianna è la reggente di Sant'Eligio, al vertice del gruppo di tre suore che si dedicano, anima e corpo ai bambini disagiati del quartiere, dopo aver chiuso la telefonata con l'assessore Clemente s'è convinta che la questione fosse tutta una montatura senza senso.

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Invece, dopo qualche ora, lo stesso assessore Clemente, assieme alla collega Monica Buonanno, ha spiegato in uno scarno comunicato che quel documento c'è (nessuno ne aveva mai dubitato): «L'atto che è stato oggi oggetto di dibattito pubblico, non ancora notificato alle suore che operano nel complesso di Sant'Eligio, rappresenta semplicemente una tappa istruttoria dovuta per dare ordine ad una delle tante vicende amministrative che necessitano di essere affrontate e risolte. Con questo spirito martedì mattina incontreremo suor Caterina (forse il riferimento è a suor Marianna, ma non ne siamo certi n.d.r.) per confrontarci sulle attività realizzate nella struttura e verificare, insieme ai servizi educativi e sociali, la sussistenza delle condizioni per proseguire il rapporto in una cornice amministrativa corretta».

Non ci permettiamo di dubitare delle parole che due assessori del Comune di Napoli hanno affidato a un comunicato ufficiale quindi siamo certi che si tratti di una «semplice tappa istruttoria» per affrontare e risolvere una questione.

Ci sembra, però, decisamente singolare che il Comune di Napoli affronti una «semplice tappa istruttoria» ordinando imperiosamente a tre suore che si dedicano ai bambini di «lasciare i beni occupati liberi da persone e cose nei termini di giorni 30 dalla notifica del presente atto. Le modalità di consegna, nel rispetto dei termini sopra indicati, andranno concordate preventivamente con Area Patrimonio - Servizio Valorizzazione Sociale degli Spazi di Proprietà Comunale».

Ci sembra, poi, ancora più singolare che per risolvere una questione burocratica il Comune avverta digrignando i denti che «in caso di inottemperanza anche parziale alla presente ordinanza, trascorso il termine suddetto e senza ulteriore avviso, lo sgombero sarà effettuato in modo coattivo e in danno alla Congregazione delle Suore Angeliche di San Paolo».

Ma, probabilmente, siamo noi a non comprendere il burocratese: forse per risolvere certe questioni si agisce così e, soprattutto, si dimentica di avvisare la controparte.

Ultimo aggiornamento: 13:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA