Concorsone campano al palo,
​esplode la rabbia di De Luca

Domenica 13 Ottobre 2019 di Valerio Iuliano
I risultati delle prove preselettive del maxiconcorso della Regione Campania non sono ancora noti. E tra gli oltre 140mila candidati all'assunzione nella Pubblica Amministrazione le perplessità aumentano, ora dopo ora. Mentre il presidente della Regione De Luca attacca il Formez, incaricato della selezione. I motivi del ritardo nelle correzioni sono ancora sconosciuti. «Finite le prove preselettive, procediamo con le correzioni dei test che avverranno nei primi giorni di ottobre, a Roma», aveva twittato il Formez il 25 settembre scorso, all'indomani dell'ultima giornata delle prove effettuate dal 2 al 24 settembre nei padiglioni della Mostra d'Oltremare. In un altro tweet lo stesso Formez sottolineava: «Non è stato facile. Ma abbiamo realizzato un'impresa!». La macchina organizzativa si è inceppata, forse a causa dell'enorme platea dei candidati.

 

DE LUCA
Lo slittamento dei tempi di chiusura delle pratiche ha mandato su tutte le furie De Luca. «Stiamo facendo la guerra con il Formez per chiudere entro quest'anno il concorso», ha spiegato il governatore. «Stiamo con il fiato sul collo del Formez e lunedì avremo un altro incontro per chiudere al più presto. Se vi racconto il calvario che si deve fare per allestire un concorso in Italia non ci credereste. Ci vogliono decenni per cose demenziali». Le prove preselettive già svolte sono il primo dei quattro step previsti per l'assunzione a tempo indeterminato di 2175 candidati in 168 enti pubblici. Saranno circa 10mila i candidati che, una volta superata la fase dei quiz a risposta multipla, accederanno alla seconda prova, che dovrebbe svolgersi presumibilmente dopo un mese dalla chiusura delle correzioni. Mentre per la seconda prova è prevista un'ulteriore scrematura, dalla quale verranno fuori i circa 2700 selezionati per il corso di formazione di 10 mesi finanziato dalla Regione. Alla fase di formazione obbligatoria sarà ammesso un numero di candidati pari al numero dei posti da ricoprire maggiorato del venti per cento. Il passo successivo sarà una prova orale, dopo la quale si spalancheranno le porte dell'assunzione per 2175 candidati, suddivisi tra 925 laureati e 1225 diplomati.
POSTI
Per i laureati i posti a disposizione negli enti pubblici che hanno aderito al Patto per il Lavoro sono 607, cui si aggiungeranno altri 343 presso la Regione. Per i diplomati sono in palio 1020 posti negli enti locali ed altri 205 presso la Regione. L'obiettivo di Palazzo Santa Lucia è quello di terminare entro la fine del 2019 le prime due prove preliminari alla fase di tirocinio. I tempi si sono accorciati, considerato il ritardo nella chiusura della fase preselettiva. Da Palazzo Santa Lucia fanno sapere, comunque, di aver avuto garanzie dal Formez che le correzioni automatiche con lettori ottici inizieranno a Roma la prossima settimana, per poi terminare entro la seconda decade di ottobre. Per l'effettuazione della prova successiva si arriverebbe probabilmente, nella migliore delle ipotesi, alla seconda metà di novembre. «Occorre fare presto - sottolinea Lorenzo Medici, segretario generale di FP-Cisl - perché i Comuni sono falcidiati da Quota 100 e dal blocco del turnover. I servizi ai cittadini sono al collasso. Perché i compiti vengono corretti a Roma e non in simultanea a fine prova, come da prassi?». Mentre il segretario generale di Fp-Cgil Alfredo Garzi fa sapere che «il ritardo desta preoccupazione e lunedì invieremo una lettera alla Regione per chiedere chiarimenti». La settimana prossima, inoltre, De Luca si recherà a Roma, presso la sede dell'Anpal, per il caso dei 471 navigator. L'obiettivo di De Luca è quello di fare in modo che i navigator vengano assunti da Anpal, che potrebbe destinarli ad altre sedi, anziché ai Centri per l'Impiego, come invece era stato previsto inizialmente. E lo stesso governatore annuncia che la prossima settimana partirà il bando di concorso per 650 assunzioni nei Cpi.
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