Consiglio comunale di Napoli, sì al bilancio: scongiurato il commissario e de Magistris si commuove

Venerdì 17 Settembre 2021 di Luigi Roano
Consiglio comunale di Napoli, sì al bilancio: scongiurato il commissario e de Magistris si commuove

L'ultimo atto del Consiglio comunale e dell'era del sindaco Luigi de Magistris - molto commosso - è l'approvazione del Rendiconto di gestione 2020, il Dup (Documento unico di programmazione) e l'approvazione del bilancio previsionale 2021-2023. Scongiurato quindi l'arrivo del commissario e lo scioglimento dell'ente a pochi giorni dal voto. Tirano un sospiro di sollievo anche gli aspiranti sindaci, perché indossare la fascia tricolore e trovare poi un commissario che avrebbe dichiarato il default non avrebbe fatto piacere a nessuno. Nella Sala dei Baroni - alla fine - si sono visti un po' tutti i consiglieri uscenti senza distinzione di colore politico, inclusi quelli che proveranno a essere rieletti sotto altre bandiere. Come racconta il sindaco «hanno dato prova di grande dignità, si sono assunti le loro responsabilità ancora una volta senza l'aiuto di nessuno. In piena pandemia altre istituzioni non ci sono state vicine. Grazie ai consiglieri tutti, abbiamo scritto una bella pagina politica e istituzionale per i napoletani e la nostra città». Nella sostanza, la manovra passa «a maggioranza dei presenti», nessuno ha chiesto il numero legale o ha fatto ostruzionismo. L'ipotesi di lasciare un'avventura per molti durata 10 anni con l'onta dello scioglimento nessuno l'ha cavalcata e soprattutto voluta. Quelli delle opposizioni hanno votato no e quelli della maggioranza sì al bilancio, ma tutti sono rimasti in Aula garantendo la legalità della seduta. Una manovra con la quale si salvano mille assunzioni e centinaia di posti di lavoro a tempo determinato, figure professionali quali educatori, psicologi, assistenti sociali e istruttori amministrativi per le attività di sostegno alla concessione del Reddito di Inclusione e del Reddito di Cittadinanza. Il resto è il riconoscimento di due lustri vissuti pericolosamente dove gli scontri politici non sono mancati. Ma ieri avversari e non avversari, personalità che hanno lasciato il mondo arancione e quelle che vi sono rimaste, erano effettivamente uniti nella consapevolezza che un'epoca è finita ed è stata consegnata alla storia. Del resto è stato de Magistris il primo e unico sindaco della città senza partiti a sostegno. E la sua - causa lo slittamento della data del voto a ottobre per il Covid - è l'amministrazione più longeva dal 1806

 

De Magistris ieri ha salutato uno ad uno tutti i consiglieri e c'è stata la stretta di mano anche con Matteo Brambilla, il dissidente del M5S che si è candidato a sindaco, con il quale il rapporto è stato sempre molto turbolento. L'ex pm è andato nel banco di Brambilla a stringergli la mano. Una giornata particolare quella vissuta in Sala de Baroni con de Magistris che guarda avanti, alla sfida in Calabria per la conquista della poltrona di presidente. Alla scommessa fatta nel candidarsi non come consigliere ma solo da presidente e deve sperare di arrivare almeno secondo per entrare nell'assise calabrese. «I miei avversari calabresi - spiega - hanno detto che il Comune sarebbe fallito, che non avremmo approvato il bilancio invece ce l'abbiamo fatta, mi dispiace per loro». Poi disegna l'identikit del suo successore: «Chi entra al Comune deve avere competenza e passione politica. Quella è una sedia che scotta e mi auguro che il prossimo sindaco possa operare con onestà, libertà, senza condizionamenti, con coraggio e passione». E ancora: «Con l'approvazione del bilancio garantiamo non a un candidato, ma al prossimo sindaco, di non trovarsi ad avere subito un bilancio da approvare. Il prossimo sindaco potrà contare su una squadra solida a livello amministrativo, fermo restando gli innesti che ci saranno e potrà sempre contare non su consigli, ma sulla testimonianza di cosa ha significato reggere per dieci anni la città che non è stata sostenuta da chi avrebbe potuto sostenerla». De Magistris individua tre momenti della sua avventura particolarmente significativi: «Il ricordo più bello - dice - è l'incontro con i bambini della città. Quello storico è stato il periodo del sindaco di strada. Il più duro quello degli ultimi due anni vissuti con la pandemia, abbiamo retto bene e oggi posso dire che sono stati dieci anni in cui ho dato tutto ai napoletani e alla mia città che amo». C'è spazio per una recriminazione: «Non rifarei la partecipazione alle politiche del 2013, fu un errore perché percepita come una distrazione da parte mia». L'allusione è alla partecipazione a Rivoluzione civile del magistrato siciliano Antonio Ingroia.

Ultimo aggiornamento: 11:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA