Bagarre in consiglio regionale,
5Stelle con bandiera borbonica

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«Non so se ho la possibilità di parlare in questa aula perché ripetutamente mi è stato impedito di parlare con tentativi e azioni concrete di aggressione personale, atteggiamenti di persone che mi tolgono la parola». Così il presidente della Giunte Regionale della Campania Vincenzo De Luca ha iniziato il suo intervento nella seduta monotematica del consiglio regionale campano sul regionalismo differenziato. A conclusione del dibattito tra i consiglieri, infatti, ci sono stati lunghi momenti di tensione in aula quando il consigliere del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello ha chiesto di intervenire, ma il presidente del consiglio regionale Rosa D'Amelio ha ribattuto che gli esponenti del Movimento avevano già avuto più tempo per gli interventi degli altri gruppi.

A quel punto alcuni consiglieri del M5S hanno tirato fuori dei cartelli con critiche alle gestioni delle casse regionali da parte delle amministrazioni Caldoro e De Luca e Saiello ha poi esposto una bandiera del Regno delle due Sicilie, mettendosela poi sulle spalle come mantello e contestando la mancata possibilità di poter intervenire.
«Manca l'Abc della democrazia - ha ribattuto poi De Luca - il governo di un'aula è competenza del presidente dell'aula non si monta una gazarra infinita ogni volta». De Luca ha poi ricordato che «nel 1919 un movimento di opinione che mescolava sinistra e destra, monarchici e repubblicani cominciava ad agire con mancanza di rispetto per gli interlocutori, con una supponenza infinita, il 1919 era la vigilia de fascismo e oggi vediamo riemergere il diciannovismo, con una sottocultura di violenza, arroganza e presunzione».

Al termine del consiglio monotematico del consiglio regionale della Campania sul regionalismo differenziato non si è votata alcuna risoluzione. Il presidente del consiglio Rosa D'Amelio ha infatti comunicato all'aula e al consigliere del Pd Franco Picarone, che aveva presentato il documento da votare, che secondo l'articolo 123 del regolamento non sarebbe stato possibile possibile votare una risoluzione perché come recita il comma 5 «i consiglieri possono presentare ordini del giorno riguardanti questioni di particolare e urgente rilevanza. L'ordine del giorno è approvato al termine della seduta se è sottoscritta da tutti i Presidenti di gruppo. Diversamente, l'ordine del giorno è esaminato, sentita la Conferenza dei presidenti di gruppo, nella seduta successiva».

Il documento potrà quindi essere votato nella prossima seduta del Consiglio regionale. «Abbiamo condiviso dei punti del documento - ha risposto poi a margine Picarone - già nel Defr con il centrodestra e avevamo offerto questa sponda anche ai 5 stelle che già allora si erano tirati fuori. Adesso c'erano già dei documenti che avevamo depositato che per regolamento non possono essere votati perché c'è bisogno che siano già all'ordine del giorno, depositati a disposizione dei consiglieri. Quindi c'era questo aspetto regolamentare che ci permetterà di portare questo documento nella prossima seduta. Non mi sembra strano che oggi non si sia votato un documento, mi sembra strano che ci si divida su questi temi, dovremmo marciare a carrarmato uniti, perché sono temi importanti per Mezzogiorno».
Martedì 15 Gennaio 2019, 18:45 - Ultimo aggiornamento: 15-01-2019 19:20
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