Conte al Senato, Forza Italia a rischio spaccatura: tre senatori pronti a votare la fiducia

Martedì 19 Gennaio 2021 di Valentino Di Giacomo

Rischio frana per Forza Italia in vista del voto di fiducia in Senato. Tre parlamentari di Fi avrebbero nelle ultime ore dato già il via libera agli emissari del premier Conte e della attuale maggioranza per votare il sì alla fiducia del traballante esecutivo dopo lo strappo di Matteo Renzi.

I tre parlamentari di Fi in uscita sono la pugliese Anna Carmela Minuto, la toscana Barbara Masini e il veneto Andrea Causin. A questi senatori si aggiungerà sicuramente Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, che ha già annunciato la propria disponibilità. 

Ma i numeri potrebbero ancora aumentare da Forza Italia. Nel partito azzurro si guardano con attenzione le mosse dei due senatori campani Luigi Cesaro e Mimmo De Siano. Da tempo i due parlamentari sono entrati in rotta di collisione in Campania con un’altra ala del partito che fa riferimento a Fulvio Martusciello e Stefano Caldoro i quali, più volte, hanno messo in discussione la leadership di De Siano che in Campania è il coordinatore regionale di Fi. I due, al momento, smentiscono passaggi in maggioranza, ma le trattative attraverso telefonate e messaggi sono serrate. 

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Nel frattempo, poco prima delle 13, è iniziato il vertice di centrodestra con Silvio Berlusconi che sta partecipando alla riunione in videoconferenza. Giornate intense per l’ex presidente del consiglio perché, intanto, ha il compito di cercare di frenare la slavina. Il Cavaliere - viene riferito dal suo entourage - è in queste ore in pressing sui parlamentari più dubbiosi per convincerli a non votare la fiducia anche proponendo ai potenziali dissidenti sicure ricandidature. Eppure, dall’altro lato, viene riferito pure del grande attivismo dell’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio, il fedelissimo Gianni Letta, che in questi giorni ha tenuto sempre vivi i fili di collegamento con gli emissari del premier Conte. Per Fi si apre il solito dilemma: affrancarsi dal centrodestra a trazione sovranista oppure tenere fede ai patti di coalizione. Stesso discorso per l’Udc di Lorenzo Cesa che, con i suoi tre senatori, potrebbe assistere a dei ripensamenti soprattutto dei due parlamentari Paola Binetti e Antonio Saccone. Come sempre, Berlusconi viaggia sul doppio binario, da un lato asseconda i desiderata del gruppo che fa riferimento a Tajani e Schifani di non collaborazionismo con il governo, dall’altro osserva con attenzione le mosse di Gianni Letta per non pregiudicarsi la doppia opzione. Stavolta però il rischio è che Fi possa ulteriormente spaccarsi come già avvenuto in passato. Il pallottoliere per la conta dei “costruttori” è appena partito. Dalla maggioranza sono fiduciosi che alla fine quattro o cinque parlamentari per sostenere la maggioranza possano arrivare un po’ da Forza Italia e un po’ dall’Udc. Ove si portasse a compimento il piano il governo al Senato non andrebbe poi così lontano da quel magic number di 161 parlamentari che significherebbero avere la maggioranza assoluta. 

Ultimo aggiornamento: 21:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA