Pomigliano, arrivano Conte e Di Maio: «Un miliardo per l'industria aeronautica»

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Centrotrenta milioni di euro per rinnovare - entro gennaio 2022 - le linee produttive degli stabilimenti Leonardo Aerostrutture di Pomigliano d'Arco e Nola. Dal governo arriva il sostegno che Gianni De Gennaro e Alessandro Profumo, rispettivamente presidente e ad di Leonardo, attendevano per dare nuova linfa al settore che lo stesso Profumo - introducendo il convegno organizzato nell'hangar dello stabilimento di Pomigliano, presenti il premier Conte e il suo vice Luigi Di Maio - non ha esitato a definire «l'anello debole della catena di Leonardo».

Nuovi investimenti all'insegna della robotica e dell'intelligenza artificiale con l'utilizzo di macchinari più moderni per dissolvere le nubi sul futuro produttivo dello stabilimento campano. Ma non solo. Pomigliano rafforzerà anche la sua vocazione progettuale grazie alla nascita dell'Aerotech Campus, il nuovo hub per l'innovazione tecnologica nato dalla collaborazione tra la divisione Aerostrutture di Leonardo e l'università Federico II di Napoli. Un open innovation (2.000 mq pronti entro l'estate 2019, che diventeranno 4000 entro due anni), finalizzato alla ricerca in aerostrutture che ospiterà ricercatori, sviluppatori e nuovi team imprenditoriali impegnati nello sviluppo di tecnologie di frontiera.

 
 

«Il progetto Aerotech Campus - ha detto il premier Giuseppe Conte - è di ampio respiro, si prospetta il rinnovamento delle linee Atr secondo standard 4.0 con un utilizzo più accentuato della robotica. Il governo è molto attento alle aree del Sud e dunque non può che sostenere la scelta dei vertici di Leonardo di rilanciare un settore, quello aeronautico, che ha numeri significativi, 1 miliardo di fatturato e 4.500 dipendenti». 

Il premier ha ribadito l'attenzione del governo verso il Sud facendo ricorso a una metafora: «Un padre è orgoglioso dei figli che vanno bene a scuola, ma è ancora più orgoglioso e si riempie il cuore quando i figli bravi ma più fragili riescono ad esprimere le proprie capacità come accade per le aree del Sud».
 


​È una risposta al bivio davanti al quale lo stesso Profumo ha detto di essersi trovato: «Ci siamo chiesti se fosse il caso di rilanciare il settore o di tirare i remi in barca. Il Campus (investimento da 6/7 milioni) è stata la risposta doverosa per rilanciare il settore, far acquisire a Leonardo nuove competenze e far nascere start up al Sud». Soddisfatto il rettore dell'università di Napoli Gaetano Manfredi: «La ricerca internazionale è open innovation e qui è fatta da università e azienda insieme. L'obiettivo del Campus - ha aggiunto - è anche quello di attrarre studenti dall'estero».
Lunedì 18 Febbraio 2019, 10:51 - Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 07:04
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