Coronavirus in Campania, ecco il piano tamponi di De Luca: «Doveremo distinguerlo in 24 ore dall'influenza»

Sabato 5 Settembre 2020

«Stanotte è stato varato dalla task force il piano per i tamponi, ora realizziamo un piano straordinario per fare test a tutti i 160.000 dipendenti del personale docente e non docente». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. «Al momento - ha spiegato - il 23% del personale scolastico ha fatto il test. Cerchiamo di affrontare in maniera seria questa scadenza, che in un Paese serio avrebbe visto l'impegno assoluto delle forze politiche senza altre distrazioni. La Campania ha deciso di dare anche un bonus di tremila euro ai dirigenti scolastici per comprare un termoscanner sulla piattaforma Mepa, il dispositivo per controllare la temperatura ai ragazzi che entrano a scuola»

«Il nostro obiettivo è di dare i risultati dei tamponi entro le 24 ore». Al momento, infatti, si registrano attese anche di sette/otto giorni per conoscere gli esiti. Le strutture che processano i tamponi sono sovraccaricate perché è notevolmente aumentato il numero dei tamponi. De Luca ha poi aggiunto che si punta a far fare i tamponi a tutto il personale scolastico. A ieri i docenti che hanno aderito è del 23,8 per cento. 

«Fra qualche settimana avremo la diffusione del virus dell'influenza. Sarà un passaggio decisivo perché il piano tamponi funzioni. Dobbiamo sapere in 24 ore se chi ha la febbre ha influenza o covid, altrimenti avremo i pronto soccorso degli ospedali inondati» ha proseguito De Luca a Vallo della Lucania. «È una sfida determinante - ha aggiunto - che dobbiamo vincere, ma dobbiamo essere pronti a questa sfida per ottobre. Siamo usciti da mesi terribili, nessuno in Italia aveva pensato che la Campania reggesse l'onda dell'epidemia. Abbiamo retto, oggi in Italia nessuno si permette di fare risatine quando si parla di Napoli e della Campania e dobbiamo continuare questo lavoro». 
 


«Alle attuali condizioni lunedì formalizziamo il rinvio dell'apertura dell'anno scolastico. Il governo e tutte le forze politiche dovrebbero chiedere scusa, perché tutti erano d'accordo tranne me a far coincidere l'apertura dell'anno scolastico con il voto delle regionali e del referendum. Un atto di demenzialità, la Campania è l'unica che aveva detto di no». «Questo non è un Paese serio - ha aggiunto - ma un circo equestre. Si è concentrata in una settimana l'apertura delle scuole, l'apertura dei seggi, ira anche il via al campionato di calcio. Non ci sono parole per il livello di dilettantismo che abbiamo riscontrato in questi mesi». 

«Il Governo nazionale ha dato l'orientamento dell'apertura dell'anno scolastico per il 14 settembre. La mia sensazione è che abbiamo un Governo che vive come in una specie di bolla virtuale, gente che non capisce la differenza tra le parole e la realtà, tra le cose scritte su carte e la vita concreta dei cittadini». «Il Governo e tutte le forze politiche - ha aggiunto De Luca - dovrebbero chiedere scusa, perché su questa misura sono stati d'accordo tutti in Italia tranne uno, il presidente della Regione Campania, per aver fatto coincidere l'apertura dell'anno scolastico con le elezioni nazionali e regionali. Solo con un atto di demenzialità e irresponsabilità si poteva immaginare di aprire il 14, costringendo i sindaci a fare la sanificazione dei locali, poi chiudere due giorni dopo, poi rifare la sanificazione, poi riaprire e poi richiudere perché ci sono comuni che vanno al ballottaggio. Questo non è un Paese serio, è un circo equestre. Si è concentrato in una settimana l'apertura dell'anno scolastico, la preparazione dei seggi elettorali, la distribuzione delle schede, i problemi di sanificazione, anche l'apertura dell'anno calcistico. Veramente non ci sono parole per commentare il livello di dilettantismo e di irresponsabilità che abbiamo scontato in queste settimane e in questi mesi. Noi apriamo quando abbiamo la tranquillità». 
 

Ultimo aggiornamento: 6 Settembre, 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA