Coronavirus in Campania, De Luca e Protezione civile alla guerra delle mascherine

Venerdì 27 Marzo 2020 di Luigi Roano

«Prima si portano i volontari al nord poi si pensa al resto» dice un ministro importante del governo di Giuseppe Conte, altri si trincerano dietro un «no comment» o al massimo fanno sapere «che si sta facendo il massimo per tutti e le mascherine non sono certo arrivate per la lettera di De Luca». Insomma, nel cuore della crisi da Coronavirus si innesta un polemica aspra, uno scontro duro tra il governatore campano Vincenzo De Luca e l'esecutivo nazionale con in mezzo la Protezione civile che è il braccio operativo di Palazzo Chigi in questa emergenza sanitaria dove a barcollare per la stanchezza non sono solo i medici ma anche i politici. Una giornata tesa, tesissima, culminata in una guerra dei numeri sull'asse Napoli-Roma e che oggi potrebbe avere un clamoroso bis perché De Luca non molla e promette «di spiegare di persona quali siano state le forniture richieste alla Protezione civile» per contenere il contagio e cosa sia arrivato realmente. Insomma, quella lettera spedita a Conte da De Luca con la tabella nell'ultima pagina con i totali tutti a cifra zero alla voce «forniture» fa discutere e a Roma è ancora molto indigesta. Con il paradosso che sono arrivati gli aiuti dalla Germania a Boscoreale, un comune dell'area vesuviana - un paio di medici con il carico di mascherine e soprattutto di ventilatori - mentre qui nella regione tra le più popolose del sud - riflettono all'ente di Santa Lucia - mancano i dispositivi di sicurezza per il personale sanitario. Giusto sottolineare che dalle parti di De Luca fanno sapere che «non si tratta di fare una guerra tra poveri o tra contagiati». Perché ciò che sta accadendo al nord è doloroso per tutti - questo il ragionamento - e deve essere affrontato al massimo perché stanno morendo in tanti. Piuttosto il ringhiare di De Luca è stato non elegantissimo, ma dettato dalla necessità di lanciare un segnale: vale a dire facciamo in modo che non accada al sud quello che sta accadendo in Lombardia perché qui in Campania avrebbe un effetto ancora più devastante.
 

 

Tant'è, a Roma sono molto avvelenati per l'iniziativa di De Luca, così intorno alle 14, la Protezione civile dopo aver fatto il primo check all'Italia sul numero di contagi e di vittime emana un comunicato di replica a De Luca, facendo letteralmente i conti della fornitura spedita in Campania: «È opportuno precisare che, contrariamente a quanto sostenuto dal presidente De Luca, sono stati consegnati alla Regione Campania, fino ad oggi, circa un milione di dispositivi». E qui la nota della Protezione civile entra nel merito della questione: «Nel dettaglio, si tratta di 788.600 mascherine, circa 99mila ffp2 e ffp3, 109mila guanti in lattice, oltre 3000 dispositivi - tra camici chirurgici, copriscarpe e visiere di protezione - e 15 ventilatori per terapia intensiva e sub-intensiva. È in corso un lavoro incessante che, anche grazie all'approvazione del decreto Cura Italia, sta dando segnali di risposta concreta anche in termini quantitativi che aumenteranno giorno dopo giorno». È a questo punto che de Luca mezz'ora dopo la pubblicazione della nota della Protezione civile scarica alle agenzie di stampa la prima delle sue due note di controreplica di giornata.
 

Dove i numeri che registrano all'ente regionale sono diversi e con meno zeri: «Sono arrivate alla Regione Campania dalla Protezione civile 33mila mascherine Ffp2 e 2.720 mascherine Ffp3». Lo stesso De Luca commenta: «Non è un grande quantitativo, ma ci auguriamo che sia l'inizio di un programma più ampio di consegne alla Campania del materiale sanitario necessario». Nel frattempo le linee telefoniche sono bollenti, i pontieri cercano di smussare quella che sembra una polemica fuori luogo vista l'emergenza, ma l'esito delle trattative diplomatiche sortisce solo una seconda nota molto minacciosa. Dove il veleno sta nel finale con il governatore che annuncia come sarà lui stesso «a illustrare anche il quadro riassuntivo degli arrivi di materiale sanitario, con doverose e rigorose puntualizzazioni su numeri e tempi di intervento da parte della Protezione Civile». Il riferimento è al milione di pezzi che la Protezione ha dichiarato di avere inviato in Campania e alla qualità degli stessi. Perché le mascherine arrivate in gran parte non sono utili - secondo la Regione - al personale sanitario. «Nel pomeriggio di giovedì sono arrivate ulteriori 35.840 mascherine, che si aggiungono alle 35.720 della mattinata, per un totale in un solo giorno di 71.560. Sempre nel pomeriggio di oggi sono arrivate, per la prima volta, 2.100 tute protettive. Un risultato che viene giudicato sicuramente positivo dopo l'allarme lanciato dal Presidente De Luca, rispetto a elementi di sottovalutazione che si erano registrati nei giorni scorsi».

Ultimo aggiornamento: 15:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA