Coronavirus in Campania, ecco il piano della Regione: fondi Ue per i più deboli

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Adolfo Pappalardo

Oggi a mezzogiorno, rigorosamente in videoconferenza, incontro tra la Regione, sindacati e industriali. Ma la priorità, in questo momento, come annuncia ieri il governatore De Luca. è una manovra per le categorie più disagiate. Passando per una riprogrammazione dei fondi europei non ancora partiti anche se occorre un ok preventivo del governo e poi di Bruxelles. Ma servono anche, per tagliare i tempi della burocrazia per l'erogazione dei fondi, poteri commissariali alle Regioni.
 

 

«Stiamo definendo la piattaforma del Piano Sociale e abbiamo sollecitato il Ministero ad approvare la riprogrammazione del Fondo sviluppo e coesione, per rendere disponibili fondi per gli interventi di natura sanitaria e sociale», spiega il governatore che aggiunge: «Siamo in attesa delle decisioni del governo per il bonus ai professionisti: bisogna evitare duplicazione di interventi e stiamo verificando con i comuni i destinatari scelti per l'utilizzo dei fondi nazionali destinati agli enti locali». In pratica palazzo Santa Lucia attende di capire dal governo, quasi sicuramente oggi, quali saranno e come saranno erogate le misure nazionali per evitare sovrapposizioni.

 


Ma ora, è il ragionamento del governatore, è prioritario l'aiuto alle famiglie meno abbienti e le categorie sociali disagiate. «Siamo impegnati a recuperare tutte le risorse indispensabili per dare sostegno in primo luogo ai pensionati al minimo, alle famiglie con disabili, e giovani professionisti e contiamo di poter presentare il Piano Sociale entro questa settimana». Mentre è in corso un'interlocuzione con il governo e la Regione ha spedito una serie di sollecitazioni. Per De Luca, infatti, sono necessarie (ma serve una norma nazionale) «una proroga del pagamento dei canoni delle concessioni demaniali per i balneatori, l'inserimento della filiera culturale e libraria nei settori protetti, così come l'utilizzo nelle attività agricole di lavoratori extracomunitari in attesa di permesso di soggiorno, e l'esenzione per i tassisti del canone delle frequenze».
 

Intanto oggi alle 12 i segretari campani di Cgil, Cisl e Uil e il numero uno degli industriali napoletani si vedranno, in videoconferenza, con il governatore De Luca, il suo vice Bonavitacola e gli assessori Palmeri, Marchiello e Cinque. È la prima volta che si fa il punto con le categorie all'indomani dello scoppio dell'emergenza. E qui, al tavolo virtuale, sindacati e imprenditori faranno le loro proposte. Per la Cgil e il suo segretario generale campano Nicola Ricci, occorre, «prevedere misure e risorse aggiuntive da parte della Regione attraverso il decreto Cura Italia, che ha tolto i vincoli di bilancio e sospeso i pagamenti delle quote capitali sui mutui. Risorse che possono essere destinate ad aumentare i fondi per gli ammortizzatori sociali, a sostegno degli anziani e delle fasce deboli e ad incrementare il contributo per la spesa alimentare». E, ancora, anche per la tutela dei lavoratori la Cgil chiederà la chiusura domenicale nella grande distribuzione organizzata, con ordinanza regionale. «Serve predisporre - anticipa invece Doriana Buonavita, segretaria generale della Cisl - un pacchetto di agevolazioni di natura fiscale e contributiva, per commercio, artigianato e piccole imprese, anche attraverso l'esenzione dal pagamento dei tributi locali fino al 31 luglio e utilizzare prioritariamente le risorse dei Fondi europei non impegnate ed a quelle che, seppur impegnate, non hanno prodotto ad oggi alcuna spesa». E ancora: «Sospensione immediata, in favore di coloro che percepiscono la pensione minima, delle scadenze relative alle spese familiari come mutui, fitti e bollette, procrastinandole di 90 giorni». Usare i fondi europei è anche la priorità per la UIl. «Bisogna poter attingere - spiega il segretario generale della Uil Gianni Sgambati - dalle risorse del Fse, l'unico strumento che abbiamo, per le aree di disagio sociale e vanno accelerate le capacità dei piani di zona dei comuni per andare incontro alle fasce più disagiate». «Ma occorre dare un segnale anche ai lavoratori non legalizzati: serve quindi un percorso per fare in modo che si trovino strumenti per far emergere questi lavoratori ma una volta che accettano risorse devono rimanere legalmente sul mercato». 

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